10.10 Impianti di regolazione del microclima

L 492 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI QT diventa l unico apporto energetico per il microclima della serra. Dall equazione (7) si può calcolare il fabbisogno da parte dell impianto del riscaldamento necessario per assicurare temperature Ti dell aria interna pari a quelle impostate nel calcolo e dedotte dalle esigenze climatiche delle coltivazioni, in presenza di temperature minime invernali Te dell aria esterna ricavate sulla base di serie di dati storici relativi al sito di localizzazione dell insediamento serricolo. L equazione (7a) si può semplificare inglobando le dispersioni energetiche radiative Qirr e quelle per imperfetta tenuta QV nel coefficiente di scambio termico globale U: QRisc 5 U Ar (Ti 2 Te ) (8) Il coefficiente di scambio termico globale U della (8) che tiene conto degli scambi per conduzione, convezione, imperfetta tenuta e irraggiamento, calcolato per serre realizzate con i moderni standard costruttivi, a seconda del sistema di rivestimento, assume i valori medi indicati (Tab. 4.46) con una velocità di riferimento del vento di 4 m/s. TAB. 4.46 Coefficiente di scambio termico globale delle serre per diversi sistemi di rivestimento Sistema di rivestimento della serra Film plastico singolo strato Doppio film plastico (con intercapedine) Vetro singolo strato Vetro camera (con intercapedine) Policarbonato alveolare Coefficiente di scambio termico globale U [W/m2K] Minimo Massimo 8,0 4,5 6,0 4,0 4,0 12,0 6,0 8,0 5,0 5,0 10.10 Impianti di regolazione del microclima. I parametri bioclimatici interni alle serre possono essere controllati, regolati e ottimizzati attraverso molteplici tipologie di impianti che consistono, essenzialmente, nei sistemi di riscaldamento, di raffrescamento, di illuminazione, di controllo della CO2 e di distribuzione dei nutrienti. Le colture orticole stagionali di specie microterme sono praticate in serre fredde, di costo e livello tecnologico ridotti, ma con discreta efficienza energetica per il massimo sfruttamento della radiazione solare quale unica fonte di incremento del regime termico. Le specie macroterme, quali le colture vivaistiche, le floricole pregiate e le piante ornamentali, esigono una programmazione produttiva in serre dotate di sistemi impiantistici complessi per il controllo dei parametri ambientali interni. Le esigenze energetiche maggiori degli impianti coincidono, nel periodo caldo, con i picchi diurni di radiazione solare incidente, mentre nel periodo invernale l assorbimento energetico è massimo nella fase notturna. 10.11 Sistemi di riscaldamento. I requisiti che un impianto di riscaldamento per serre deve soddisfare sono: ridotti gradienti termici per uniformare le condizioni di coltivazione, scarsa inerzia termica per rispondere ai rapidi cambiamenti climatici esterni, bassa velocità dell aria a livello delle piante per non ostacolarne la crescita, ingombro e ombreggiamento ridotti, facilità di manutenzione, agevole rifornimento del combustibile, controllo dell emissione di inquinanti, limitato pericolo di incendio, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, bassi costi di investimento e di esercizio. L04_10_ColtureProtette.indd 492 5/31/18 10:01 AM m te l e p n 6 r tu v p c o s a ta ( e p s r P c v P c d in a g b a g s il s s d g s

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna