SEZIONE L

) r e rz- e ) r ze ni e ae o o e isi li e, r li, o udi STRUTTURE E ATTREZZATURE PER LE COLTURE PROTETTE L 493 Gli impianti di riscaldamento per serre si possono classificare in sistemi statici e sistemi dinamici: quelli statici trasmettono calore all ambiente mediante superfici riscaldate, mentre i dinamici lo trasmettono mediante diffusione di aria calda. I sistemi statici sono: impianti a termosifone; pannelli radianti. I sistemi dinamici si dividono in: aerotermi; generatori di aria calda, con eventuali manicotti forati in PE; termocondizionatori e termoconvettori. I sistemi generalmente utilizzati per il riscaldamento delle serre commerciali sono l impianto a termosifone (tra i sistemi statici) e l impianto a generatori di aria calda, con eventuale distribuzione per mezzo di manicotti forati in PE (tra i dinamici). Negli impianti a termosifone il fluido vettore può essere l acqua calda o il vapore, ma la soluzione più diffusa riguarda i sistemi a circolazione forzata di acqua calda con temperatura di 60-80 °C. Gli elementi principali sono: la caldaia per produzione di acqua calda o vapore, ubicata in locali adiacenti alla serra; il bruciatore; le pompe di mandata dell acqua; le tubazioni di mandata e di ritorno per la circolazione dell acqua; termostati, manometri, valvole di miscelazione, vaso di espansione, ecc. La centrale termica in genere è posta, per motivi di sicurezza, in un ambiente separato, ma adiacente alle serre. Il serbatoio di combustibile si trova in prossimità della centrale termica. Il combustibile può essere di origine fossile (gasolio, olio combustibile, metano) oppure di tipo rinnovabile (biomasse legnose, residui vegetali come il nocciolino da sanse di oleifici). Si possono installare anche sistemi di cogenerazione, trigenerazione o a pompa di calore geotermica alimentata da sistemi a energie rinnovabili come il fotovoltaico. Gli impianti a termosifone (Fig. 4.128) sono affidabili, provocano un ombreggiamento minimo, ma presentano un elevato costo di investimento. Le tubazioni lineari, lisce o più raramente alettate, che percorrono la serra in senso longitudinale e, spesso, sono sospese a poca distanza dal terreno, sono realizzate in ferro, alluminio o in PE-HD. Lo scambio di calore avviene sia per convezione con l aria sia per irraggiamento verso le piante in prossimità delle tubazioni. Per ridurre i gradienti verticali di temperatura, che provocano una stratificazione dell aria calda nella parte superiore della serra, si possono installare miscelatori dell aria o destratificatori all altezza della linea di gronda. L impianto a generatori di aria calda può essere fisso o mobile: se fisso, è generalmente posto in testata all altezza della linea di gronda, installando un generatore per ciascuna campata nel caso di serre multiple (Fig. 4.129). Se di tipo mobile, il generatore di aria calda è installato a terra su ruote in una posizione baricentrica della serra e viene utilizzato spesso come impianto di soccorso. Un generatore è costituito dai seguenti elementi: bruciatore, camera di combustione, scambiatore di calore a fascio tubiero, FIG. 4.128 Sistemi statici: impianti di riscaldamento a termosifone. L04_10_ColtureProtette.indd 493 L 5/31/18 10:01 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna