10.12.4 Raffrescamento mediante nebulizzazione

L 498 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI con la (10a), la quantità di energia da sottrarre per mezzo dell evaporazione d acqua determinando la portata dell aria e la superficie dei pannelli, oppure si applica il seguente metodo semplificato: fissati i rinnovi orari, R 5 50 L/h, si calcola la portata di ventilazione complessiva dei ventilatori P 5 R 3 V [m3/h] (V 5 volume della serra) ricavando il numero di ventilatori e la portata del singolo, tenuto conto che vanno disposti con interasse minore di 6-8 m per evitare ristagni di aria. L area della superficie totale dei pannelli sarà A 5 P/v, con v 5 velocità dell aria che attraversa il pannello pari a 1,5 m/s. La superficie dei pannelli sarà pari a circa 1 m2 per 100 m2 di superficie coperta. La distribuzione dell acqua per imbibire il pannello deve essere uniforme, con una portata di circa 3 L/min. per m2 di pannello. La distanza massima tra ventilatori e pannelli deve essere ,60-70 m. I filtri evaporativi dovrebbero essere montati sulla parete della serra esposta a nord per evitare che l irraggiamento solare diretto provochi il riscaldamento dei pannelli e l ombreggiamento all interno. I filtri evaporativi sono molto diffusi nelle colture floricole per l affidabilità e l efficienza del sistema, ma possono generare gradienti di temperatura dell aria interna con incrementi termici nel percorso tra l ingresso dell aria raffreddata dai pannelli e l uscita dai ventilatori. 10.12.4 Raffrescamento mediante nebulizzazione. Avviene, generalmente, in condizioni di ventilazione naturale attraverso le aperture laterali e di colmo, disponendo all altezza della linea di gronda i condotti ad alta pressione provvisti di ugelli che atomizzano l acqua. Le gocce d acqua nebulizzata evaporano sottraendo il calore latente di evaporazione all aria che si umidifica (90-100% UR) e si raffredda (4-6 °C) in funzione sia della differenza tra temperatura di bulbo asciutto e di bulbo bagnato sia della ventilazione. Anche per il calcolo del sistema di raffrescamento con nebulizzatori si applica la (10a) per calcolare la quantità di energia da sottrarre ricavando la portata totale di acqua da evaporare. In genere si dispone un ugello, con portata di 4-20 L/h di acqua, ogni 10-20 m2 di superficie di serra. Le tubazioni per la distribuzione dell acqua ad alta pressione (30-60 bar) sono montate a livello della linea di gronda con interasse ,2-3 m. Il sistema con nebulizzatori consente una buona uniformità di temperatura dell aria interna, un minore consumo elettrico e non provoca l ombreggiamento dovuto a ventilatori e panelli posti sulle pareti della serra. Tuttavia la diminuzione della temperatura interna è, generalmente, inferiore rispetto al sistema con filtri e si possono avere effetti negativi, quali formazioni di funghi e parassiti delle piante, a causa dell elevata umidità e del rischio di gocciolamento dagli ugelli; pertanto l acqua utilizzata deve essere pura e libera da sali per evitare intasamenti agli ugelli e alle tubazioni. A tale scopo si può utilizzare l acqua piovana, raccolta dai canali di gronda delle serre e stoccata in appositi serbatoi. Il sistema con nebulizzatori può essere utilizzato per l umidificazione dell aria interna nella coltivazione di specie tropicali. 10.13 Sistemi di illuminazione artificiale. L illuminazione artificiale in serra è diffusa in floricoltura e si sta adottando nell ortovivaismo e, più raramente, nell orticoltura. Si effettua nelle stagioni autunnali e invernali a causa delle basse intensità e dei corti fotoperiodi tipici di questi mesi. La quantità e la qualità, cioè lo spettro luminoso fornito, di illuminazione naturale e artificiale, condizionano i principali processi di sviluppo delle piante, quali la fotosintesi, la fotomorfogenesi, il fototropismo e il fotoperiodismo. I livelli di illuminamento richiesti per l attività fotosintetica sono indicati in Tabella 4.47. L04_10_ColtureProtette.indd 498 5/31/18 10:01 AM ti d e 1 è B tr ti p d 6 v d l d a b c a I a p p

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna