10.14 Sistemi di controllo della CO2

L 500 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI 10.14 Sistemi di controllo della CO2. Il tasso di CO2 nell ambiente protetto è un fattore che viene spesso trascurato. La concentrazione atmosferica della CO2, attualmente pari a circa 380 ppm, può subire una riduzione in serra durante il giorno (soprattutto nella stagione invernale in assenza di ventilazione) fino a circa 150-200 ppm per effetto della fotosintesi, mentre quella ottimale per le piante è compresa tra 1.000 e 1.500 ppm, livelli molto lontani da quelli di tossicità per l uomo, pari a 30.000 ppm. Nelle giornate di sole l apertura delle sportellature di ventilazione contribuisce a far risalire a valori accettabili la concentrazione di CO2. Per ovviare agli effetti negativi delle basse concentrazioni di CO2 sulla produttività, è necessario ventilare oppure praticare l arricchimento di anidride carbonica, che si effettua nel periodo diurno e deve essere interrotto durante la ventilazione. Per l arricchimento di CO2 dell aria in serra si possono utilizzare tre sistemi di erogazione: distribuzione per iniezione da bombole o serbatoi di CO2 liquida; generazione in serra per combustione da gas metano, propano o kerosene; generazione mediante recupero della CO2 prodotta dalla combustione degli impianti di riscaldamento. La distribuzione della CO2 allo stato gassoso avviene con manicotti forati di PE posti al livello delle coltivazioni. 10.15 Sistemi di irrigazione e di coltivazione fuori suolo. L impianto di irrigazione, o più spesso di fertirrigazione, sarà a microportata a bassa pressione, costituito da manichette o tubazioni, generalmente in PE nero, oltre a pompe di mandata, filtri, sistema di controllo e serbatoi idrici e per la soluzione nutritiva. Le coltivazioni fuori suolo, o idroponiche, consistono nell allevare le piante in una soluzione acquosa, con strutture di sostegno, oppure in substrati di vario genere che svolgono le funzioni di sorreggere l apparato radicale e la pianta, contenere la soluzione nutritiva circolante e consentire la respirazione delle radici. Il substrato deve presentare buona capacità di ritenzione idrica e adeguata disponibilità di aria, deve essere sufficientemente inerte, inalterabile nel tempo, omogeneo, uniforme, facilmente reperibile, di costo limitato, di facile smaltimento e non deve contenere sostanze fitotossiche. I differenti substrati possono essere di origine organica, inorganica o sintetici. Tra i substrati organici vi è la torba, i compost vegetali, la segatura, le fibre di cocco. I materiali inorganici utilizzati sono: sabbia, ghiaia, perlite, vermiculite, pomice, pozzolana, lapillo, argilla espansa e lana di roccia; mentre tra i materiali sintetici usati rientrano il polistirolo espanso e il poliuretano espanso. I contenitori del substrato possono essere: sacchi in film plastico, generalmente PE, appoggiati al suolo; contenitori in plastica rigida, per esempio polipropilene; vasi in materiale plastico posti a terra o su bancali ovvero in canalette. La pavimentazione della serra è realizzata con pacciamatura in film plastico non trasparente, possibilmente bianco per aumentare la luminosità interna della serra. Nelle colture idroponiche, effettuate in mezzo esclusivamente liquido, le piante sono coltivate: in vasche, con soluzione liquida statica, oppure in canalette nelle quali scorre un sottile strato, o film, di soluzione nutritiva, quale il sistema NFT (Nutrient Film Technique). Nelle colture aeroponiche le piante sono sostenute da semplici strutture e le radici sono sospese nell aria e periodicamente irrorate dalla soluzione nutritiva. La composizione della soluzione circolante è fondamentale per le coltivazioni fuori suolo: essa deve contenere in proporzioni e quantità corrette tutti i macroelementi e i L04_10_ColtureProtette.indd 500 5/31/18 10:01 AM m c z d d c s s r ta d u c la p fi c n li d e s c 1 I q g il a in fi u s m p le s d s s ti e te li d

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna