10.16 Sistemi di controllo computerizzato del microclima

n lom 0 m. ie e e o- ti ti io i, ri n di e di e, o, ti a ti e il o, iae, o rm e a. ri i STRUTTURE E ATTREZZATURE PER LE COLTURE PROTETTE L 501 microelementi indispensabili per le piante, non potendo queste fare ricorso alla riserva costituita dal terreno naturale. Il sistema è costituito da pompe, serbatoi per le soluzioni base a diversa concentrazione nutritiva, strumenti per il controllo e la correzione dell acidità (pH compreso tra 5,5 e 6,5), salinità e concentrazione dei nutrienti, e infine della conducibilità elettrica EC (che deve risultare compresa tra 1,5 mS/cm e 3,5 mS/ cm). In funzione delle modalità di gestione della soluzione nutritiva le coltivazioni fuori suolo si possono dividere in due categorie: sistemi a ciclo aperto, senza recupero della soluzione circolante, e sistemi a ciclo chiuso. Questi, a loro volta, si possono distinguere in: sistemi a ciclo chiuso discontinuo, con recupero e ricircolo della soluzione drenata previo controllo e correzione del pH e della EC, e successiva sostituzione periodica della soluzione con cadenza di alcune settimane; sistemi a ciclo chiuso continuo che utilizzano la stessa soluzione nutritiva, effettuando complessi e costosi controlli analitici per la correzione, senza ricorrere allo scarico per tutto il ciclo colturale. Per evitare la propagazione delle fitopatie per effetto del ricircolo, la soluzione deve essere sottoposta a processi di disinfezione con mezzi chimici (somministrazione di fitofarmaci), fisici (riscaldamento a 95 °C, ozonizzazione o impiego di radiazioni UVC con lampade con massima emissione a 254 nm) oppure con mezzi biologici mediante filtrazione. Ai numerosi vantaggi di ordine ambientale, qualitativo e quantitativo (riduzione dei fertilizzanti, dei consumi idrici e dei fitofarmaci, utilizzo di suoli improduttivi e risparmio di manodopera), si contrappongono i costi elevati di investimento, di specializzazione e di professionalità richiesti per la conduzione. Per contribuire al fabbisogno irriguo si può ricorrere alla raccolta delle acque piovane, mediante gronde e canali pluviali convergenti in un sistema di accumulo e stoccaggio. 10.16 Sistemi di controllo computerizzato del microclima nelle serre. I sistemi automatizzati per serre sono diffusi soprattutto per le serre ad alta tecnologia, quali le colture floricole, le colture di specie da vaso, le attività vivaistiche e di propagazione. Il sistema automatizzato del clima delle serre, o computer climatico , effettua il controllo e la regolazione del maggior numero di parametri ambientali e produttivi all interno della serra, correlando tra loro in tempo reale i parametri microclimatici interni ed esterni attraverso algoritmi dedicati e trasmettendo comandi agli impianti, al fine di mantenere le condizioni globalmente ottimali per le piante. La composizione di un sistema automatizzato per il controllo e la regolazione del clima nelle serre si basa su: sensori che rilevano le condizioni climatiche interne (T, UR, luminosità, irraggiamento, CO2, ecc.) ed esterne (T, UR, irraggiamento, velocità e direzione vento, evento pioggia, ecc.), fornendone i valori al computer; unità di dialogo operatore che svolge le funzioni di interfaccia con l operatore, attraverso tastiera, video e stampante, sullo stato degli impianti e di impostazione dei parametri; unità di elaborazione, costituita dal microprocessore e dal software, per elaborare le informazioni provenienti dai sensori e stabilire le strategie da applicare in base ai programmi impostati; attuatori che svolgono il compito di comandare il funzionamento degli impianti (riscaldamento, ventilazione, ombreggiamento, raffrescamento, illuminazione, arricchimento carbonico, ecc.) tramite gli appositi comandi elettrici inviati ai servomotori. Un ruolo determinante nella gestione ambientale è rappresentato dai sensori che informano il computer del livello dei parametri e assicurano continuità di rilevamento, sensibilità elevata, stabilità della risposta nel tempo e rappresentatività dell ambiente. L04_10_ColtureProtette.indd 501 L 5/31/18 10:01 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna