11.2.2 Ingombro macchinari e attrezzature

L 508 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI Nei casi in cui il prodotto finale richieda la maturazione o la stagionatura , occorrerà prevedere anche opportuni ambienti, a temperatura e umidità controllate, in cui il prodotto finito dovrà sostare per periodi di tempo prestabiliti (Ss 5 Superficie per lo stoccaggio del prodotto grezzo; Ssu 5 Superficie per lo stoccaggio del prodotto trasformato). 11.2.2 Ingombro macchinari e attrezzature. Per le motivazioni illustrate in precedenza la conoscenza degli ingombri dei macchinari e delle attrezzature necessari per le operazioni di lavorazione e trasformazione del prodotto risulta indispensabile ai fini del proporzionamento degli spazi lavorativi. In generale, effettuata la scelta del prodotto finale, vengono individuati i macchinari e le attrezzature necessari per effettuare la trasformazione e il confezionamento dello stesso. Successivamente si verifica la disponibilità commerciale dei predetti macchinari e si adegua la progettazione agli ingombri effettivi delle attrezzature prescelte. L offerta è ampia ed esistono molte aziende produttrici, a livello nazionale ed europeo, specializzate, in genere, in uno o al massimo due tipologie di impianti. Le predette aziende forniscono, in relazione alle tipologie di prodotto e alle quantità giornaliere che si intendono lavorare, le schede tecniche contenenti i dati relativi alle caratteristiche dimensionali e ai pesi di ciascun macchinario e attrezzatura, alle potenzialità, ai consumi di energia ed, eventualmente, in caso di automazione del processo produttivo, anche al layout delle macchine. Ciò consente al progettista di dimensionare gli spazi della fase lavorativa; naturalmente si dovrà tener conto di un discreto ingombro richiesto dalle attrezzature complementari quali trasformatori, tubazioni per il trasporto dei fluidi, ecc., anch esse indicate nei lay-out forniti dalle ditte produttrici ovvero da definirsi in sede progettuale integrata con l impiantista (Sma 5 Superficie macchinari e attrezzature). 11.2.3 Spazi necessari agli operatori. Conosciuti gli ingombri dei macchinari e le loro funzioni, si potrà procedere a definire gli spazi necessari alla lavorazione aggiungendo a quelli occupati dalle macchine (spazi statici), quelli destinati agli operatori per il controllo o l effettiva lavorazione, tipica degli opifici semi-automatizzati. Detti spazi variano in funzione delle macchine e delle attrezzature: se si tratta delle macchine trasformatrici del prodotto o, comunque, di macchine in cui si svolge una specifica fase del processo produttivo, sarà necessario uno spazio pari all ingombro dell operatore oltre a un franco per la presenza contemporanea di più operatori. Note le macchine e fissato il numero di operatori, si può procedere a un primo proporzionamento della superficie per la lavorazione (So 5 Superficie per gli operatori in fase di lavorazione). 11.2.4 Spazi necessari alla movimentazione. La movimentazione è riferita sia al prodotto (in entrata, nel passaggio a diverse fasi, e in uscita) sia agli operatori. necessario prevedere spazi più ampi, per il passaggio di carrelli, laddove risulti necessario movimentare il prodotto, e spazi adeguati per il passaggio degli operatori. In detti spazi vanno inclusi quelli per il controllo di tutte le attrezzature complementari (trasformatori, tubazioni per il trasporto dei fluidi, ecc.) (Smov 5 Superficie per la movimentazione di operatori e dell eventuale prodotto). 11.2.5 Altri spazi. Oltre agli spazi descritti in precedenza è necessario prevedere un laboratorio di analisi del prodotto in arrivo, i servizi igienici, gli uffici di direzione e segreteria, una sala di controllo della linea produttiva (solo nel caso di automazione L04_11_OpificiIndustriaAgroalimentare.indd 508 5/31/18 10:04 AM c m p a p to 1 p d r o c d s n d ta ta s 5 c to to s s il a le 1 1 a d

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna