SEZIONE L

OPIFICI PER L INDUSTRIA AGROALIMENTARE L 513 ). ie di o al a ue di o, o e oti ti L FIG. 4.136 Diagramma lavorazione oleificio a ciclo discontinuo. FIG. 4.137 Diagramma lavorazione oleificio a ciclo continuo. Il dimensionamento dell olivaio deve inoltre consentire una facile movimentazione della materia prima con l impiego di carrelli trasportatori (muletti), considerando anche le altezze delle stesse macchine. Da un punto di vista edilizio, l olivaio non richiede particolari accorgimenti, a parte la necessità di garantire un buon isolamento termico e igrometrico. La superficie pavimentata è normalmente realizzata in battuto di cemento bocciardato o in rivestimento industriale. Le caratteristiche planimetriche dell olivaio devono garantire la linearità dei percorsi e della movimentazione della materia prima tra la zona di ricevimento e la zona destinata alla trasformazione. Lavorazione olive. Accoglie le macchine per il pretrattamento, lavaggio e mondatura, e la linea di trasformazione. Questa è composta da una successione di macchine che permettono di ottenere l olio partendo dalla frantumazione delle drupe per terminare con la filtrazione della sostanza grassa dell olio-mosto. Per garantire migliori condizioni di L04_11_OpificiIndustriaAgroalimentare.indd 513 5/31/18 10:04 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna