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L 514 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - COSTRUZIONI RURALI igiene e pulizia all interno dell area destinata alla produzione di olio, è possibile prevedere di allogare la lavatrice e il defogliatore (mondatura) in un locale interposto tra l olivaio e l area di trasformazione. Il dimensionamento della zona di trasformazione è fortemente connesso con l ingombro dei macchinari utilizzati, in quanto la movimentazione degli operai e delle attrezzature risulta limitata poiché gran parte dei trasferimenti della materia prima è automatizzata. L allogazione delle varie macchine va effettuata tenendo conto dei diversi livelli altimetrici degli ambienti, al fine di agevolare la movimentazione della materia prima e del trasformato. Anche per tale zona di trasformazione è essenziale prevedere un adeguata aerazione e una buona illuminazione. Il pavimento e le pareti devono essere rifiniti con materiali atti a sopportare le aggressioni chimiche e le sollecitazioni meccaniche derivanti dalla lavorazione. Nella fase progettuale va analizzata la potenziale rumorosità dei macchinari, in quanto la linea di lavorazione, in particolare durante la fase di frantumazione delle olive, può superare i livelli di tolleranza umana (80 decibel). Pertanto, occorre creare un soddisfacente grado di isolamento acustico, oltre che attraverso una distribuzione accurata delle macchine maggiormente rumorose, anche mediante l uso di materiale fonoassorbente. Nell ambito delle problematiche connesse alla sicurezza dei lavoratori bisogna, anche, prevedere una pavimentazione con caratteristiche antisdrucciolo, stante la natura oleosa del prodotto in lavorazione. Conservazione olio. L olio, eventualmente filtrato, viene convogliato attraverso tubazioni mobili in cisterne per la conservazione/maturazione, collocate in un area tradizionalmente denominata oleario. Le tradizionali cisterne interrate, a struttura cementizia, vengono sempre più spesso sostituite da serbatoi in acciaio inossidabile collocati fuori terra o interrati. In ogni caso, è necessario assicurare un adeguato isolamento termico che garantisca condizioni ambientali ottimali e costanti. Per il dimensionamento di tale ambiente, essenzialmente proporzionato all ingombro dei serbatoi, occorre considerare la capacità di lavorazione annua dell impianto in modo da poter consentire la conservazione dell olio in attesa della commercializzazione. Imbottigliamento, confezionamento e deposito. Sempre più frequentemente gli stabilimenti oleari prevedono linee di imbottigliamento e confezionamento (inserimento delle bottiglie/lattine in scatole di cartone) del prodotto finito. L imbottigliamento in bottiglia (0,75 L e 1,00 L sono le capacità più frequenti) è normalmente del tipo automatico o semiautomatico, con linee di confezionamento manuali (bottiglie di capacità inferiore o uguale a 0,75 L) o automatiche (bottiglie da 1,00 L). L imbottigliamento in lattina di alluminio, della capacità di 5 L, è normalmente del tipo manuale, più raramente semiautomatico, con linea di confezionamento manuale. Pertanto, in fase di progettazione, risulta necessario svolgere l analisi della movimentazione del prodotto e delle attività lavorative annesse, oltre a una valutazione delle caratteristiche dell ambiente lavorativo ai fini dell igiene e della sicurezza dei lavoratori. Attiguo all area destinata all imbottigliamento/confezionamento, si prevede un locale per il deposito del prodotto confezionato, che permane in azienda in attesa di essere commercializzato direttamente (vendita al dettaglio) o avviato ai mercati con automezzi. Locali accessori. In passato erano previsti altri due locali: l inferno e il sansaio. L inferno era costituito da vasche dove erano raccolte le acque di vegetazione che, fermentando, permettevano la liberazione dell olio residuo (si portava in superficie e poteva essere raccolto). Oggi, operando la centrifugazione dell olio-mosto, la quantità di olio L04_11_OpificiIndustriaAgroalimentare.indd 514 5/31/18 10:04 AM c p ( n r p c s d p m d c L a z te te o r F

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna