SEZIONE L

eo e li ao e e ti ea e a o, oe e aoa, ri o di na OPIFICI PER L INDUSTRIA AGROALIMENTARE che rimane nelle acque di vegetazione è modesta per cui la loro conservazione non è più giustificata. Le acque di vegetazione, residuo della lavorazione, dopo un periodo (un mese) di deposito in cisterne interrate, devono essere smaltite nel rispetto della normativa nazionale (legge 11 novembre 1996, n. 574) e di eventuali specifiche norme regionali. Il sansaio era il locale dove era accumulata la sansa per essere poi smaltita presso sansifici per l estrazione al solvente . Detto locale è sostituito da un capiente contenitore in acciaio, normalmente sistemato all esterno, sollevato dal piano stradale su piedi d acciaio in modo da lasciare spazio per la fermata di automezzi per il trasporto della sansa (generalmente la sua capacità corrisponde a quella di un autocarro). Il riempimento del contenitore avviene dall alto mediante un elevatore a nastro, il suo svuotamento si realizza per caduta diretta sul pianale dell autocarro attraverso il fondo mobile del contenitore; lo svuotamento è ancora più rapido per la presenza, sul fondo del contenitore, di un albero a vite senza fine che rimuove la sansa e ne facilita la caduta. L impiego di contenitori così progettati consente la movimentazione completamente automatizzata della sansa, nonché il carico rapido degli automezzi, con notevole riduzione dei tempi di sosta. Attualmente si va diffondendo la lavorazione della sansa all interno dell oleificio grazie alle caratteristiche di lavorabilità della sansa stessa proveniente dal decantatore centrifugo, in cui non avvengono aggiunte di acqua. Le sanse così ottenute vengono inviate in uno specifico decanter che permette l estrazione dell olio residuo nella parte solida. Le sanse residue vengono, infine, inviate a un separatore che L li nn oà n nte e a o n- nna o L 515 FIG. 4.138 Pianta schematica oleificio (3.500 t olive/stagione olio extravergine). L04_11_OpificiIndustriaAgroalimentare.indd 515 5/31/18 10:04 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna