SEZIONE L

L 530 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... Quindi, la maggior parte del calore sviluppato (in percentuale il complemento a 100 del rendimento) non è trasformaH I [MJ/kg] d[kg/dm3] 1 kcal 5 4187 J to in energia meccanica, ma deve essere 1 kWh 5 860 kcal 44 0,72-0,78 Benzina eliminato attraverso i gas di scarico o il 1 kWh 5 3,6 MJ 43 0,82-0,86 Gasolio sistema di raffreddamento (Fig. 5.4). Quest ultimo può prevedere l impieEnergia contenta in 1 kg di gasolio Q go di aria insufflata tramite una ventola direttamente sui cilindri (raffredda42,7 MJ 100% mento ad aria) oppure l impiego, come Perdite per fluido di scambio, di un liquido (in incompleta 12,4 MJ combustione genere acqua, da cui la definizione di 29% e attraverso raffreddamento ad acqua) in continuo i gas di scarico riciclo fra i cilindri; in questo secondo Perdita di calore caso il fluido porta il calore in eccesso attraverso le pareti 13,5 MJ dei cilindri (acqua o 32% al radiatore dove lo stesso viene smalEnergia aria di raffreddamento) 16,8 MJ tito nell aria con l ausilio della ventola. indicata 39% E Rispetto alla soluzione convenzionale Energia spesa per vincere 3,0 MJ gli attriti nel motore e per di motore in cui, come si è visto, l aria 7% azionare i suoi accessori è aspirata dal pistone nella camera di combustione durante la prima fase del Energia meccanica effettivamente 13,8 MJ ciclo, migliori utilizzazioni dell enerutilizzabile all'albero motore 32% E gia del combustibile si ottengono con l impiego di motori sovralimentati nei FIG. 5.4 Schema di utilizzo e perdite dell energia prodotta dalla quali, cioè, l aria è immessa sotto prescombustione nei cilindri. sione all interno della stessa camera. Ciò si realizza grazie all impiego di un compressore a pistoni o, molto più comunemente, di un turbocompressore. Questi motori vengono anche offerti dal mercato nelle versioni intercooler, in cui l aria è raffreddata prima di essere inviata alla camera di combustione per incrementarne ulteriormente la densità. Con queste macchine si realizza la possibilità di alimentare nella camera di combustione, a parità di volume, una maggior massa di aria e, conseguentemente, di poter bruciare una maggiore quantità di combustibile per ciclo. Le caratteristiche di questi motori risultano incrementate, in termini di potenza specifica e pressione media effettiva misurata all interno della camera di combustione, secondo i valori indicati in Tabella 5.1. Da ciò deriva la possibilità di ottenere motori più leggeri e con minori consumi. Le curve caratteristiche di un motore si ricavano a punto fisso (al banco) a pieno carico (gas al massimo), facendo variare il regime di rotazione del motore stesso tra un limite massimo e un minimo di funzionamento, misurando coppia, numero di giri POTERE CALORIFICO H I Energia termica contenta nel combustibile i e d e ti S a o m TAB. 5.1 Caratteristiche di motori diesel con allestimenti differenti Tipo motore Potenza specifica [kW/L] [%] Pressione media effettiva [bar] Diesel aspirato 11-16 100 Diesel turbocompresso 14-19 120-130 7,2-9,5 Diesel turbocompresso intercooler 20-22 135-170 10,5-11,5 L05_1_Meccanica.indd 530 6,0-8,5 5/31/18 10:05 AM la p p r S li s

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna