SEZIONE L

IL TRATTORE L 533 ni oe e ao i 2 4 5 il i, o, ni e ) a li oo ri li o il oni lo a e a a, e ). ti o a. é ze ri oi. a 3 1 2 4 5 1 3 FIG. 5.6 Rappresentazione schematica del funzionamento di un differenziale. 1 - Pignone; 2 - Corona; 3 - Satellite; 4 - Satellite planetario; 5 - Semiasse Nelle trattrici a doppia trazione vi è l albero di trasmissione del moto all assale anteriore (con relativi differenziale e semiassi). A livello delle trasmissioni meccaniche del moto alle ruote, si vanno diffondendo ulteriori elementi, cui di seguito si accenna brevemente. 1. L inversore consente di invertire rapidamente la direzione di marcia senza intervenire sul cambio principale. Esso è costituito da due coppie di ingranaggi montati in una terza sezione del cambio ed è comandato da un ulteriore leva aggiuntiva. Partendo dal cambio classico con l inversore si realizza un cambio a 2 3 4 3 3 5 24 marce, di cui 12 in retromarcia. Esso è pressoché indispensabile per l applicazione della guida retroversa. 2. Il superriduttore, anch esso montato in un apposita sezione dedicata e associato a un apposita leva, raddoppia in numero di marce del cambio base e serve per ottenere velocità estremamente basse, indispensabili con alcuni attrezzi: scavafossi, scavatrincee, frantuma pietre, carri raccolta frutta, frese da neve. 3. I riduttori sotto carico prevedono di impiegare delle frizioni montate non tra motore e cambio, ma direttamente all interno del cambio in genere elettroidrauliche, comandate da un pulsante posto sulla leva principale del cambio. Le frizioni provvedono a innestare, o disinnestare, coppie di ingranaggi senza dover agire sul pedale della frizione principale. Nel caso del cambio High Low si ha che il sistema agisce su di un riduttore supplementare che consente di incrementare (o diminuire) la velocità di ogni singola marcia di una determinata entità percentuale differenziata da una casa costruttrice a un altra. Tuttavia, con simili dispositivi, è ancora necessario schiacciare la frizione per cambiare marcia o gamma. L05_1_Meccanica.indd 533 L 5/31/18 10:05 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna