1.3 Struttura portante e sospensioni anteriori

L 534 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... Nel caso dei cambi semipowershift, invece, le frizioni sono montate tra tutti gli ingra- naggi del cambio principale, in modo che sia possibile scalare o incrementare le marce all interno delle diverse gamme; resta solo da schiacciare la frizione per cambiare gamma. In entrambi i casi, il comando per azionare le frizioni elettroidrauliche è costituito da una coppia di pulsanti montati su una leva posta a fianco del trattorista. 4. Il Power Shift integrale si basa su un cambio in cui tutti i rapporti sono controllati a mezzo di frizioni elettroidrauliche che disinnestano una coppia di ingranaggi nel medesimo istante in cui ne innestano un altra. Il cambio è completamente meccanico e quindi i rendimenti di trasmissione sono elevati. Per contro la velocità non varia in modo perfettamente continuo, come avviene nei cambi misti meccanico-idraulici, di cui si discuterà nel seguito, ma a scatti. Esistono anche soluzioni in cui il cambio avviene in modo completamente automatico, sulla base di sensori di coppia e di velocità che inviano le loro misure a una centralina elettronica, in modo da ottimizzare numero di giri e consumi del trattore in funzione delle prestazioni richieste. 5. I cambi misti idraulico-meccanici presentano sia una componente idrostatica (pompa 1 motore o motori idraulici a pistoni assiali) sia una componente meccanica (un riduttore epicicloidale). Ciò consente di realizzare una variazione continua della velocità. Sparisce così dal trattore tutta quella serie di leve per il cambio delle marce che hanno costituito da sempre una peculiarità di questa macchine. Tutte le funzioni di regolazione della velocità di avanzamento e del numero di giri, di accelerazione e di inversione del senso di marcia vengono concentrate in un unica leva ( joystick). Il tutto secondo una logica intuitiva per cui, spingendo in avanti la leva si aumenta le velocità, spingendola indietro si decelera, tirando completamento indietro si va in retromarcia. Sulla medesima leva sono poi anche inseriti altri tasti funzione (più o meno collegati al computer di bordo), dedicati a gestire il controllo delle operazioni che devono essere compiute più frequentemente. Per la trasmissione meccanica del moto alla p.d.p. è ormai universalmente utilizzata una trasmissione indipendente, collegata a mezzo di una sua propria frizione a monte del cambio di velocità. Nei casi più diffusi, la trasmissione è semplice e utilizza un solo rapporto di riduzione per portare il numero di giri del motore (circa 2.000 giri/min circa) fino a 540 giri/min nominale della p.d.p. Ancor più semplice è la trasmissione nel caso delle p.d.p. a 1.000 giri/min, dove la riduzione è ancora meno rilevante. Nel caso di possibilità di scelta tra diversi regimi di rotazione, esiste un cambio con più ingranaggi di riduzione. L innesto può essere a comando meccanico, oppure elettroidraulico, tramite pulsanti o levette di vario tipo. 1.3 Struttura portante e sospensioni anteriori. La struttura tipica del trattore è a trave portante rigida. In essa gli elementi scatolati di contenimento dei singoli componenti di base del trattore (motore, trasmissione, ponte posteriore) sono rigidamente flangiati fra loro. Questa soluzione è poco elastica da un punto di vista costruttivo, in quanto obbliga a una progettazione congiunta di tutti i componenti. Inoltre, per quanto realizzati con cura, gli elementi scatolati non possono avere caratteristiche di resistenza tali da poter sopportare elevate sollecitazioni esterne, come il collegamento di pesanti zavorrature anteriori o l utilizzo estensivo dei sollevatori frontali. Per questa ragione sono state immesse sul mercato soluzioni di trattore a struttura alternativa, in cui questa è costituita da un telaio autonomo, costituito da longheroni e traverse appositamente L05_1_Meccanica.indd 534 5/31/18 10:05 AM p m to a lo p s g n s io il to c d m c m in te a la c a d c d r 1 m s p in s r c s p r c d s e ta

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna