1.4 Organi di propulsione

are è a. ti el ia i, o ee a a a e ni e ). a n o ni a e o n el o go, e me n o a ti e a e IL TRATTORE L 535 progettati e realizzati, sul quale sono montati i diversi componenti del trattore (Fig. 5.7 a, b). Questa soluzione rende anche più agevole l adozione di sospensioni per lo smorzamento delle vibrazioni. A proposito di queste ultime, numerose sono le soluzioni adottate per raggiungere lo scopo di smorzare le vibrazioni trasmesse dal ponte anteriore alla struttura del trattore (sia essa a telaio o a trave portante). In tutti i casi il ponte anteriore non è più collegato rigidamente, come nelle soluzioni convenzionali, alla struttura stessa del trattore, ma è sospeso. Il collegamento avviene tramite un braccio incernierato (lateralmente o posteriormente) a uno o più pistoni idraulici, interposti tra ponte e struttura portante, collegati a un ammortizzatore ad azoto. Dispositivi elettronici regolano la risposta di questi ultimi in base alle condizioni d impiego. Tuttavia, salvo alcuni casi particolari, i sistemi sono FIG. 5.7 Strutture portanti a trave unica (a) e a telaio (b). 1. Sollevatore disinseribili durante i lavori in campo idraulico; 2. Motore; 3. Cambio; 4. Sollevatore posteriore; 5. Telaio. che richiedono elevate forze di trazione, cioè quando, per massimizzare le prestazioni della macchina, è preferibile che il complesso assale-struttura portante del trattore sia rigido. L 1.4 Organi di propulsione. Sulle ruote motrici vengono tipicamente montati pneumatici con nervature a spina di pesce (Fig. 5.8). Per assicurare autopulizia e aderenza sufficienti, queste nervature sono a centro aperto, sporgenti e inclinate di circa 45°. La pressione di gonfiaggio, Pg, è ormai sempre più spesso dell ordine di 804120 kPa. Essa influenza direttamente il compattamento del terreno, in quanto la pressione Pt esercitata su quest ultimo è pari alla somma della pressione di gonfiaggio e di un coefficiente k di rigidità della carcassa (solitamente k 5 20-50 kPa). Abbandonati ormai gli pneumatici a carcassa convenzionale (con k molto elevato), sostituiti dai radiali, recentemente sono stati proposti pneumatici da trazione ad alta deformabilità (con k molto basso) e a limitata pressione di gonfiaggio (40450 kPa), che conseguono vantaggi in ordine a miglior aderenza e minor compattamento. Nei trattori a 2 RM, sulle ruote direttici anteriori si hanno costolature longitudinali rispetto alla direzione di marcia (armille) atte a facilitare la guida. La pressione di gonfiaggio è superiore (1304200 kPa) e, quindi, il calpestamento è sempre elevato. Per aumentare aderenza e capacità di trazione, gli pneumatici possono essere: montati gemellati (2 per ogni ruota motrice); equipaggiati con dispositivi antislittanti a palette (ramponi); sostituiti con semicingoli o ruote a gabbia. L05_1_Meccanica.indd 535 5/31/18 10:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna