1.5 Organi di direzionamento

L 536 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... FIG. 5.8 Le caratteristiche degli pneumatici sono identificate dalle marcature riportate sulla loro carcassa. Con riferimento alla figura il significato delle marcature è il seguente: 1. marca - nome del produttore; 2. nome della linea battistrada; 3. larghezza nominale sezione (mm); 4. rapporto tra altezza del fianco e larghezza della sezione; 5. tipo di struttura R 5 radicale, - 5 convenzionale (diagonale); 6. diametro di calettamento del cerchio (in pollici); 7. indice della capacità di carico, mediante tabelle, indica qual è il carico massimo che può sopportare lo pneumatico; 8. codice di velocità, mediante tabelle, indica la velocità massima di impiego dello pneumatico riferita all'indice di carico (n. 7); 9. indica la presenza o meno di camera d'aria; 10. la freccia indica il senso di rotazione in normale condizione di marcia. Una soluzione radicale per risolvere i problemi di compattamento e aderenza, legati all impiego delle ruote gommate, è rappresentata dall adozione dei cingoli. In sostituzione delle quattro ruote si hanno due carrelli laterali muniti di supporti rotanti, che azionano due catenarie continue. Le catenarie fanno da supporto alle suole di appoggio e aderenza al terreno (tradizionalmente in acciaio) realizzando così il sistema cingolo che ripartisce il peso del trattore su un ampia superficie conseguendo: elevata aderenza, basse pressioni (40450 kPa), limitato compattamento. L usura dei cingoli è superiore a quella degli pneumatici (2.00043.000 contro 4.00045.000 ore di vita utile). Utilizzando cingoli in acciaio, il comfort per l operatore è molto limitato a causa delle elevate vibrazioni trasmesse; un ulteriore svantaggio risiede nell impossibilità di marciare su strada, se non utilizzando i sovrapattini. Tuttavia, l uso di cingoli in gomma risolve tutti questi problemi. 1.5 Organi di direzionamento. Sui trattori a ruote la sterzatura può avvenire seguendo tre schemi (Fig. 5.9): 1. agendo solo sulle 2 ruote del ponte anteriore e modificando il loro angolo di intersezione con l assale; 2. agendo su tutte le 4 ruote modificando l angolo di intersezione delle stesse rispetto a entrambi i ponti; 3. realizzando una macchina con telaio snodato al centro e modificando l angolo di collegamento tra le due sezioni della macchina senza agire sulle ruote. Nelle macchine meno innovative, l azionamento dei sistemi di sterzatura avviene utilizzando una trasmissione di tipo completamente meccanico, con un volante di guida rigidamente collegato a un piantone che termina nella scatola di sterzo. In questa è presente una vite senza fine che è innestata su di un rullo, il quale trasforma il movimento rotatorio del piantone in un movimento rettilineo. All uscita della scatola dello sterzo una leva di comando si collega ai punti dove deve essere modificato l angolo di intersezione tra i diversi organi. Per aumentare comfort e precisione di guida, i sistemi meccanici sono sempre più spesso sostituiti da quelli servoassistiti in cui il volante non è collegato direttamente in modo meccanico sugli attuatori, ma è mediato da elementi L05_1_Meccanica.indd 536 5/31/18 10:05 AM F id c s p r d z d d c s d s a c n d li d d c c g 1 z c fr tr s z d

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna