1.6 Organi di frenatura

IL TRATTORE L 537 te to ); al tà di ne ti ii, di a a li a a di a e- e- o di ia eo o rcè ti FIG. 5.9 Sistemi di sterzatura: (a) a due ruote; (b) a quattro ruote sterzanti; (c) con telaio articolato. idraulici. In particolare, si possono distinguere sistemi idrodinamici (servosterzo idraulico) e sistemi idrostatici (idroguida). Con l idroguida gli elementi meccanici di comando sono completamente eliminati e si ha la possibilità di comandare sistemi di sterzatura posti a notevole distanza dal posto di guida e di allestire facilmente trattori con guida retroversa. Gli angoli massimi di sterzatura realizzati sulle macchine convenzionali sono dell ordine di 45°. Nelle macchine specializzate per vigneto sono ricercati angoli di sterzatura maggiori che vengono realizzati anche attraverso la riprogettazione completa dell assale anteriore, in modo da eliminare l interferenza degli pneumatici con il cofano del trattore. Ciò si realizza avanzando la posizione dell assale stesso rispetto alle soluzioni convenzionali. Si hanno anche soluzioni che prevedono che nel piano orizzontale di sterzata il ponte sia incernierato al corpo della macchina tramite un cuscinetto di grandi dimensioni, in modo da poter ruotare esso stesso. Con queste soluzioni gli angoli di sterzatura raggiunti possono essere superiori a 75°. Nei trattori a cingoli, con cingoli in acciaio, si impiegano due frizioni di sterzo, in genere accoppiate a freni, a comando meccanico tramite leveraggi (due o, più raramente, uno) azionati dal posto di guida. Le frizioni escludono il funzionamento di uno dei cingoli ottenendo con ciò la differenziazione della velocità tra i due elementi. Nel caso si vogliano ottenere angoli di sterzatura molto limitati, uno dei cingoli può essere arrestato utilizzando il relativo freno di sterzo azionato da apposito pedale. Per alcune macchine la guida avviene con sistemi servoassisititi e le due leve e i pedali sono stati sostituiti da un unico comando a cloche. Nelle macchine con cingoli in gomma si ha un volante collegato a un sistema di comando che si comporta come un differenziale di sterzo. Questo controlla la velocità dei due cingoli e rende la guida del mezzo in tutto analoga a quella di un trattore gommato. L 1.6 Organi di frenatura. Gli organi di frenatura sono rappresentati dai freni di servizio, con comando a pedale (sempre più ad azionamento servoassistito di tipo idrostatico), e dal freno di stazionamento (freno a mano), il quale può svolgere anche funzioni di freno di emergenza. Ormai abbandonati i freni a ganasce e a nastro, oggi si ritrovano sui trattori quasi esclusivamente freni a disco semplice o multiplo, a secco o in bagno d olio. Si passa ai freni multipli e in bagno d olio al crescere della potenza. Il materiale con cui sono fabbricati i componenti di attrito è dello stesso tipo di quello utilizzato per le frizioni. In genere, i freni (destro e sinistro) sono indipendenti, azionati ognuno da un pedale dedicato, al fine di ridurre il raggio di sterzata frenando le ruote interne alla curva. L05_1_Meccanica.indd 537 5/31/18 10:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna