SEZIONE L

I ni ni- il aa e isi e il p. a a u- e o. e o ie e A, IL TRATTORE L 539 inviti conici sui perni dell operatrice, terzo punto telescopico, ecc. L attacco a tre punti è azionato, tramite uno o più martinetti, dal sollevatore che riceve olio in pressione dall impianto idraulico della trattrice. Il sollevatore può essere utilizzato con funzionamento: 1. flottante: il martinetto non esercita alcuna forza di sollevamento e la macchina operatrice segue il profilo del terreno; serve a collegare tutti gli attrezzi che devono operare appoggiati al terreno con slitte, ruote o rulli, come zappartici, vangatrici, seminatrici, trinciastocchi, trinciacaricatrici, ranghinatori, falciatrici, ecc.; 2. a posizione controllata: il sollevatore è regolato in modo da mantenere una posizione fissa rispetto alla trattrice; se questa viene a variare, sensori di posizione avvertono lo spostamento e agiscono sul distributore in modo da ripristinare la posizione corretta. Si opera in questo modo con macchine che devono mantenere fissa: l altezza da terra come: spandiconcime, atomizzatori, barre irroratrici, gruette; la profondità di lavoro come: scavafossi, trivelle, lame livellatrici. Il sistema non sempre consente di mantenere costante la profondità di lavoro, per esempio in aratura su terreni ondulati; 3. a sforzo controllato: la forza di trazione viene mantenuta costante grazie a sensori di misura della stessa che comandano l abbassamento o il sollevamento dell attrezzo in caso di allontanamento del valore misurato da quello predefinito; ha l inconveniente di comportare una profondità di lavoro variabile in caso di aratura su terreni di tenacità non costante; 4. misto: le informazioni circa la posizione e la forza di trazione vengono combinate in modo da ottenere, in pratica, una posizione dell attacco intermedia rispetto ai sistemi precedenti. I sensori di tipo meccanico (leveraggi TAB. 5.4 Categorie di prese di potenza normalizzate sensibili alle variazioni di posizione; molle Potenza motore sensibili allo sforzo fissate sul puntone o sui Scanalature Diametro [mm] [kW] bracci inferiori) sono sempre meno utilizza6 35 ,48 ti. Si sono infatti diffusi i sistemi elettronici 6* 45 48-100 basati su potenziometri ed estensimetri che 21 35 48-92 21 45 92-185 consentono fra l altro il trattamento digitale delle informazioni e la loro integrazione in * Fuori standard da numerosi anni ma ancora presente su vecchie trattrici. un computer di bordo. L impiego di ulteriori sensori (radar per misurare la velocità di avanzamento; sensori di velocità angolare, per misurare la velocità delle ruote) consente di misurare lo slittamento ed esistono sistemi a posizione, sforzo e slittamento controllati. La presa di potenza meccanica è costituita da un albero scanalato che permette, interponendo tra trattore e macchina operatrice un albero cardanico, la trasmissione di potenza in forma rotatoria alla operatrice stessa. Esso è standardizzato in 4 categorie, secondo apposite normative internazionali, a seconda del numero di giri (se indipendente dal cambio), del disegno costruttivo, del verso di rotazione, della posizione. In particolare, il tipo per potenze inferiori a 48 kW è utilizzabile solo per regime di rotazione a 540 giri/min (Tab. 5.4). Classicamente la p.d.p. meccanica è in posizione posteriore, ma può anche essere anteriore o ventrale. Essa riceve il moto dal motore tramite apposita trasmissione, ormai generalmente del tipo indipendente dalla trasmissione principale, che deriva il moto a monte del cambio. Questa fa ruotare l alberino d innesto mantenendo un rapporto L05_1_Meccanica.indd 539 L 5/31/18 10:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna