1.8 Posto di guida

L 540 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... fisso rispetto ai giri motore. Così, per un regime di rotazione pari al 90-95% di quello massimo (circa 2.000 giri/min sulla maggior parte dei trattori), abbiamo le p.d.p. ruotanti a 540 giri/min (standard) o 1.000 giri/min (veloce). A regimi di rotazione pari al 60-65% di quelli massimi abbiamo le cosiddette p.d.p. economiche a 450/750 giri/min. Tutte queste p.d.p. sono utilizzate per accoppiare le più svariate macchine operatrici che possiedono organi di lavoro ruotanti. Alla p.d.p. può anche essere accoppiata una pompa idraulica in modo da realizzare un circuito idraulico supplementare a quello del trattore. Quando la presa di potenza deriva il moto a valle del cambio, il suo regime è proporzionale a quello delle ruote (presa di potenza sincronizzata con il cambio). A questa sono accoppiate solo macchine trainate con assale motore. Su alcuni trattori si hanno due alberini: uno per una p.d.p. classica, l altro per la p.d.p. sincronizzata. Le due p.d.p. servono per utilizzare macchine come i carri autocaricanti con assale motore che hanno necessità di potenza, sia indipendente sia sincronizzata. La cosiddetta p.d.p. idraulica è costituita da una serie di giunti, dotati di valvole di tenuta, posti sia anteriormente sia posteriormente al trattore. Questi, tramite appositi tubi flessibili, sono collegati ad analoghi giunti posti sulla M.O., alla quale deve essere destinato l olio pompato dal trattore con una pressione che può arrivare anche a 200 bar. Il tipo di aggancio è di solito a sfere del tipo push-pull. La potenza che il trattore riesce a erogare in questo modo è in genere pari al 20% di quella massima del motore. Per andare oltre si devono adottare circuiti idraulici a centro chiuso, a rilevamento di carico (CCLS). Oppure si risolve il problema con un gruppo ausiliario portato all attacco a tre punti, costituito da una pompa idraulica con serbatoio proprio, azionata dalla presa di potenza. Con queste p.d.p. si ottiene l azionamento di utilizzatori idraulici posti sull operatrice quali: m artinetti idraulici: per esempio, per il sollevamento di operatrici trainate, per variare la posizione dell operatrice rispetto alla motrice, per il ribaltamento degli aratri reversibili, ecc.; motori idraulici: per l azionamento di organi posti in posizione tale che risulterebbe difficile realizzare una trasmissione meccanica; utile inoltre per organi che presentano coppie resistenti variabili come barre falcianti, potatrici, ecc. Tutti i costruttori stanno inoltre cominciando a proporre p.d.p. elettriche, più adatte a soddisfare le sempre maggiori esigenze di automazione connesse alla tecnologia CANISOBUS. u il m d 1.8 Posto di guida. Le sempre maggiori esigenze in termini di sicurezza e comfort dell operatore, associate al tumultuoso sviluppo tecnologico, hanno portato, negli ultimi decenni, a una evoluzione radicale della concezione del posto di guida non solo dei trattori, ma anche di tutte le altre operatrici semoventi che operano in agricoltura. L obbligo di introduzione delle strutture di protezione per la difesa dell operatore, nel caso si verifichino ribaltamenti del mezzo, in vigore in Italia dal 1974, si è inserito in tale processo portando, di fatto, all incentivazione dell utilizzo delle cabine. Queste, come meglio specificato nel seguito, rappresentano un elemento fondamentale per il raggiungimento di elevati standard ergonomici. Secondo la normativa italiana, tutti i trattori a ruote con carreggiata di uno degli assi superiore a 1.000 mm e massa superiore a 800 kg devono essere dotati di struttura di protezione omologata. Essa deve creare 1 m s d L05_1_Meccanica.indd 540 5/31/18 10:05 AM is ta c g 1 2 3 m d n fo d c 1 s p s o v a le te in m ti in

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna