1.8.8 Controllo delle vibrazioni

li n a ti e imli ani o ti avi a e el o- a ei r ee oo e di o ti mi IL TRATTORE L 545 1.8.8 Controllo delle vibrazioni. Anche in questo caso possiamo distinguere tra interventi: 1. attivi, miranti a una diminuzione della produzione di vibrazioni (con un guadagno, come visto, anche per la diminuzione della rumorosità) (Fig. 5.11); 2. passivi, tesi a impedire la trasmissione delle stesse. Si agisce, conseguentemente, a livello del sedile di guida e del pavimento (o piattaforma) dell abitacolo. Del sedile si è parlato in precedenza: il problema del dispositivo di sospensione consiste nel fatto che deve essere tarato con attenzione, ancorché quasi sempre e purtroppo la regolazione risulti problematica a causa dell approssimazione costruttiva e di indicazione del comando relativo. L altra possibilità per migliorare il confort vibrazionale è quella di intervenire sulla struttura della cabina, in particolare sulla piat- FIG. 5.11 Modello antropomorfo indicante la sensibilità dei diversi organi alle vibrazioni a diverse frequenze. taforma e sui suoi attacchi al trattore (tramite silent-blocks). Diverse e più avanzate soluzioni, quali la sospensione dell intero corpo del trattore sul solo asse anteriore o su entrambi gli assi o di tutta la cabina di guida, sono pure presenti sul mercato. Delle soluzioni adottate nel primo caso già si è parlato. 1.9 Dispositivi di illuminazione. L impiego di attrezzature sempre più sofisticate, specializzate e costose costringe ad ampliare i tempi di lavoro per garantire un loro ammortamento in tempi economicamente ragionevoli. per questa ragione che tutti gli accorgimenti per ampliare i periodi di utilizzazione delle macchine risultano sempre più indispensabili; tra essi i dispositivi di illuminazione rivestono un ruolo fondamentale. I fari possono essere montati sulla parte superiore della cabina oppure integrati nella medesima. In quest ultimo caso essi possono essere installati: in corrispondenza dei montanti della cabina; in posizione anteriore sulla cofanatura; in posizione posteriore, per migliorare la visibilità notturna sulle attrezzature. Sui trattori, oltre ai fari di illuminazione devono essere presenti tutti i dispositivi di illuminazione dettati dal codice della strada, non ultimo il lampeggiante posteriore che deve essere utilizzato quando si effettuano trasferimenti su strada in condizioni particolari. I fari montati sulle ultime generazioni di macchine sono sempre più efficienti. In particolare vengono utilizzate lampade speciali allo xenon, nelle quali si crea un arco voltaico molto luminoso tra due elettrodi di tungsteno. Per evitare il consumo degli elettrodi e la conseguente diminuzione della trasparenza del vetro, il bulbo della lampada è riempito a elevata pressione di xenon, un gas nobile poco reattivo. Proprio per il fatto di contenere gas a elevata pressione, al fine di evitare pericolose esplosioni queste lampade vanno maneggiate con cautela. L05_1_Meccanica.indd 545 L 5/31/18 10:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna