1.10.6 Trattori cingolati con potenza motore inferiore a

L 548 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... per due catenarie continue. Le catenarie sono trascinate tramite due ruote motrici dentate posteriori e fanno da supporto alle suole di appoggio e aderenza al terreno realizzando così il sistema cingolo. Il posto di guida è posto direttamente a cavallo della trasmissione. La protezione del medesimo è realizzata con un semplice roll bar. Il cambio è del tipo meccanico classico, mentre il sistema di direzionamento prevede l impiego di frizioni e freni di sterzo azionati tramite due leve. I comandi, resi disponibili all operatore, sono tipicamente ad azionamento meccanico. Nella versione base è presente il gancio posteriore. Rapporto massa-potenza da 60 a 70 kg/kW. Bassa pressione esercitata sul terreno (0,3-0,4 bar). Raggio di sterzata molto ridotto. Baricentro basso. Le versioni superiori a quella base prevedono l impiego di cingoli in gomma, sistema di guida a unica leva, comandi ad azionamento elettroidraulico, sollevatore idraulico posteriore e p.d.p. a 540 e 750 giri/min, piattaforma sospesa, protezione a 4 montanti con tettuccio. D impiego classico nell agricoltura mediterranea collinare a ordinamento cerealicolo, questa tipologia di macchine può essere utilizzata, in versione stretta, anche in viticoltura. Adatta a operare in aziende accorpanti in quanto il suo trasferimento è lento (velocità massima 15 km/h) e, su strade asfaltate, complesso, poiché per rispettare il codice della strada si devono montare sovracingoli. Non è quindi indicata per i trasporti. Il comfort per l operatore è veramente limitato. 1.10.6 Trattori cingolati con potenza motore inferiore a 100 kW. Trattore funzionalmente pensato per eseguire le operazioni che richiedono elevate forze di trazione senza compattare il terreno, oltre che per effettuare trasporti, anche su strada, a velocità elevate. Ha un elevatissima potenza (da 180 a 500 kW), con gruppo motore trasmissione centrale portante due carrelli laterali muniti di supporti rotanti e ruote di trazione posteriori. Questi sostengono e forniscono il moto a due catenarie continue rivestite in gomma (cingoli). Il posto di guida è posto in cabina climatizzata su piattaforma sospesa. I comandi sono ad azionamento elettroidraulico e sono disponibili sistemi di automazione con tecnologia CAN-ISOBUS e computer di bordo per collegamento alle operatrici per il precision farming. Il cambio è rigorosamente del tipo Power Shift. Il sistema di direzionamento servoassistito è comandato dal volante. Sollevatore posteriore e p.d.p. a 540 e 1.000 giri/min, supporto per zavorre anteriori o sollevatore anteriore sono di serie. Rapporto massa-potenza da 60 a 70 kg/kW. Bassa pressione esercitata sul terreno (0,2-0,4 bar). Raggio di sterzata molto ridotto. Baricentro basso. I dispositivi accessori sono costituiti da: cingoli di diversa larghezza, anche d acciaio per terreni umidi; guida automatica secondo tracce parallele con sistema di posizionamento basato su GPS. Macchina di origine nordamericana, adatta a lavorare su superfici di elevata estensione, a elevate velocità, fuorisolco, in lavori di trazione, senza compattare il terreno. Adatta pure a eseguire i trasporti in campo e fuori campo, anche su strada asfaltata, a elevata velocità (max 40 km/h). Per le sue caratteristiche e per il costo elevato non ha trovato larga diffusione nel nostro Paese che, in genere, non presenta forme di agricoltura adatte all inserimento di questa tipologia di macchina. Comfort per l operatore mantenuto ad altissimo livello. 1.10.7 Trattori 4 RM portattrezzi. Trattore funzionalmente progettato per rendere possibile un utilizzo ottimale del mezzo per tutte le operazioni agricole realizzando nei suoi aspetti più avanzati il concetto di centrale mobile di potenza. Si tratta di macchine derivate da trattori a 2 RM, oppure progettate completamente ex novo, in cui la porzione di telaio anteriormente alla cabina, nella posizione dove generalmente si trova L05_1_Meccanica.indd 548 5/31/18 10:05 AM il d b q e s p m tr In p la v 1 n d d m b m d e g In 2 d in a r 1 n a m a c d e s m d b T s 1 d q

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna