1.10.8 Trattori con potenza motore inferiore a 100 kW

nzao o ee re di on ee è ti oe ise n a. aidi p. di o ri a S. e, a a o to e ei e ra IL TRATTORE L 549 il cofano, è mantenuta libera da organi. Ciò consente di accoppiare in questa posizione diversi tipi di macchine operatrici appositamente studiate. Il gruppo motore e il cambio (inizialmente di tipo meccanico classico, oggi sempre più del tipo PowerShift) sono quindi montati sopra il ponte posteriore. Cabina, sollevatori e prese di forza anteriori e posteriori sono in genere di serie. Elementi accessori sono: sospensioni anteriori, sollevatore oscillante, computer di bordo per accoppiare le macchine operatrici per il precision farming, e numerose macchine operatrici specifiche. Il paradosso di queste macchine sta nel fatto che la ricerca di un elevata multifunzionalità del trattore si scontra con una relativamente scarsa possibilità di scelta di modelli di macchine operatrici. In pratica l adozione di una di queste motrici comporta la contemporanea revisione del parco macchine aziendale complessivo con elevati costi di investimento. Da ciò deriva la relativamente scarsa diffusione, specie in orticoltura specializzata, dove la perfetta visibilità della coltura durante il lavoro è fondamentale. 1.10.8 Trattori con potenza motore inferiore a 100 kW vigneto-frutteto. Macchine funzionalmente progettate per eseguire tutte le operazioni in ambienti caratterizzati da sesti d impianto ristretti. Esse sono derivate da trattori convenzionali o a ruote isodiametriche. Le macchine base di questa categoria presentano di per sé carreggiata limitata (150-180 cm), baricentro basso (0,4-0,6 m), protezione di sicurezza a roll bar abbattibile, carenatura avvolgente, per evitare danni causati da rami, e raggio di sterzatura molto limitato. Le macchine più accessoriate sono equipaggiate con cabina di piccola dimensione, con sistemi di filtraggio dell aria, trasmissioni tipo Power Shift, sollevatore e p.d.p. anteriori, sollevatore oscillante, dispositivi per diminuire ulteriormente il raggio di sterzatura, illuminazione potenziata, vetri particolari, comandi elettroidraulici. In genere si tratta di versioni a 4 RM, anche se sul mercato sono disponibili versioni a 2 RM. Le condizioni tipiche di impego prevedono un utilizzo per eseguire lavorazioni del terreno, in genere con attrezzi azionati dalla p.d.p., e trattamenti antiparassitari in coltivazioni permanenti. Sempre più elevati i livelli di sicurezza e comfort garantiti all operatore, per permettere allo stesso di eseguire tutte le operazioni, specie quelle relative ai trattamenti, con la massima efficienza e tempestività. L 1.10.9 Trattori 4 RM con potenza motore inferiore a 100 kW da montagna. Funzionalmente pensati per eseguire tutte le operazioni su terreni a elevata declività. Presentano architettura differenziata a seconda che siano realizzati secondo lo schema a ruote isodiametriche con o senza snodo centrale oppure con ruote posteriori di diametro superiore a quello delle anteriori. Sempre e comunque caratterizzati da 4 RM, baricentro basso e carreggiata larga. Tipicamente equipaggiati con cambio meccanico tradizionale. Il posto di guida è sempre più spesso in cabina sospesa. P.d.p. a 540 e 1.000 giri/min, sollevatore e gancio posteriore sono in genere di serie. Sono caratterizzati da angolo di sterzata abbastanza limitato, 2 volte il passo, superiore a quello dei corrispondenti modelli a 2 RM di medesima potenza. Rapporto massa/potenza tra 45 e 55 kg/kW. Dispositivi accessori resi disponibili dalle case costruttrici sono sollevatore e p.d.p. anteriori, pneumatici speciali a bassa pressione, pneumatici gemellati. Disponibili anche allestimenti in versione forestale. Tipicamente impiegati in aziende zootecniche di montagna, dove devono garantire elevata stabilità, specie durante le operazioni di fienagione e per i trasporti. 1.10.10 Transporter. Macchine pensate principalmente per effettuare trasporti in aree declivi, anche se in molti casi le stesse possono essere utilizzate anche per lavori agricoli quali la fienagione e i lavori forestali. Sono costruttivamente derivate da motoagricole L05_1_Meccanica.indd 549 5/31/18 10:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna