2.1 Struttura del sistema

L 552 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... 2.1 Struttura del sistema 2.1.1 Accoppiamento trattore-operatrice. Il trattore soddisfa i fabbisogni di potenza delle macchine operatrici mettendo a loro disposizione la potenza meccanica sotto forma di: 1. forza di trazione (o di spinta); 2. coppia, resa disponibile a un prefissato regime di rotazione; 3. pressione idraulica; 4. differenza di potenziale elettrico. La forma di potenza utilizzata definisce il tipo di azionamento trattore-operatrice, per la cui realizzazione si avvale, rispettivamente, dei seguenti dispositivi: gancio di trazione e/o sistema di attacco a tre punti posteriore (più raramente anche anteriore); prese di potenza (posteriori o anteriori), ovvero gli alberi rotanti atti a trasmettere la coppia motrice agli organi in movimento delle diverse operatrici o agli assali motori di rimorchi trainati; impianto idraulico il quale tramite un circuito di olio in pressione è in grado di muovere opportuni martinetti o motori idraulici montati sulle operatrici; impianto elettrico il quale attraverso una serie di prese elettriche funzionanti in corrente continua è in grado sia di far muovere motori elettrici sia di alimentare eventuali dispositivi di illuminazione o controllo presenti sulle operatrici. Oltre al tipo di azionamento, si hanno tre tipi di collegamento fra trattore e operatrice: 1. trainato: quando l operatrice, in fase di lavoro, non richiede di appoggiarsi al trattore (es. carri autocaricanti e rimorchi, raccoglimballatrici); 2. semiportato: quando l operatrice, in fase di lavoro, si appoggia in parte al trattore e in parte al terreno tramite i propri organi di lavoro o specifici dispositivi ausiliari ( ruotino ; es. aratri, erpici, zappatrici); 3. portato: quando l operatrice, in fase di lavoro, si appoggia interamente al trattore scaricando tutto il proprio peso sul terreno attraverso il trattore stesso (es. irroratrici; spandiconcime). 2.1.2 Bilancio dinamico di un trattore. Non tutta la potenza meccanica erogata dal motore di un trattore è disponibile per le operatrici. Infatti, parte di essa viene utilizzata per: vincere le resistenze passive degli organi di trasmissione che consentono di trasferire il moto rotatorio dal motore alle ruote (Ptrs ); consentire al trattore di muoversi sul terreno, vincendo le resistenze che incontra (resistenza al rotolamento, Prot ); sopperire alla potenza dissipata dallo slittamento delle ruote motrici (Psl ); consentire la trasmissione verso la presa di potenza (Ptpdp ); trasformare l energia meccanica in energia di pressione dell olio nel circuito idraulico o in energia elettrica (Pie ). Il bilancio dinamico di un trattore (Fig. 5.13) permette di stimare la quota di potenza che rimane effettivamente disponibile per l operatrice (potenza disponibile al gancio, Pdg), in qualunque forma essa la possa richiedere, una volta che il trattore ha soddisfatto le esigenze sopra indicate. L05_2_Meccanizzazione.indd 552 5/31/18 10:11 AM P T 2 v fa c e d te p te

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna