SEZIONE L

ae: di a n- o MECCANIZZAZIONE AGRICOLA dove: z è la frazione (o percentuale %) di zavorra applicata. La possibilità di zavorrare consente di avere un minor fabbisogno di peso proprio del trattore e ciò in ragione di: G 5 fZ # T 5 te. f #T 11z dove: fZ è il fabbisogno di peso in presenza di zavorra. In Tabella 5.7 sono riportati alcuni valori di tale coefficiente per varie tipologie di trattori, nel caso di accoppiamento trainato in condizioni di funzionamento su stoppie e su strada battuta. La tabella consente di valutare i valori di G, nota la forza di trazione richiesta T. Questi fabbisogni di peso si traducono inevitabilmente in corrispondenti fabbisogni di potenza. Infatti, nei trattori si ha sempre una correlazione positiva tra massa del mezzo e sua potenza nominale. Detto Rpp il rapporto tra il peso di un trattore e la sua potenza nominale, si ha che: G Pn 5 Rpp Valori tipici di Rpp sono riportati in Tabella 5.8. TAB. 5.7 Tipologia di trazione 2 RM 4 RM CINGOLO 2 RM 4 RM CINGOLO Valori del coefficiente del fabbisogno di peso, f, in condizioni di mezzo zavorrato, e non, per diverse tipologie di trattore NON zavorrato 10% Su stoppie Zavorrato 20% 3,57 3,25 2,33 2,11 1,85 1,68 Su strada battuta 2,60 2,37 1,75 1,59 1,13 1,03 30% 2,98 1,94 1,54 2,75 1,79 1,42 2,17 1,46 0,94 2,00 1,35 0,87 TAB. 5.8 Rapporti peso/potenza di diverse categorie di trattore Tipo trattore Rpp [N/kW] 2 RM 540 4 RM Pn , 100 kW 590 4 RM Pn . 100 kW 500 Cingolati 690 L Si definisce indice di utilizzazione della potenza l (adimensionale, compreso tra 0 e 1), il seguente rapporto: e i a ae el L 555 l5 Potenza erogata all a lbero motore Pmo 5 Massima potenza erogabile Pn I trattori 4 RM offrono prestazioni migliori di quelli 2 RM, permettendo di utilizzare integralmente la potenza del motore a più basse velocità di avanzamento. I trattori 4 RM, quindi, sono in grado di esercitare forze di trazione più elevate del 60-70% di quelle ottenibili con trattori 2 RM della stessa classe di potenza (Tab. 5.9). Diverso è il discorso su strada battuta, dove la richiesta di forze di trazione riguarda di norma attività di trasporto. Nel caso delle ruote gommate, queste sono svolte generalmente a velocità superiori ai 10 km/h. Ciò consente, pertanto, un miglior sfruttamento della potenza del motore. L05_2_Meccanizzazione.indd 555 5/31/18 10:11 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna