2.1.4 Fabbisogni di potenza di un’operatrice

L 556 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... Quando si opera in salita in terreni declivi la forza di trazione disponibile si riduce. Quindi, occorre sovradimensionare il trattore aumentando la sua potenza di un valore percentuale dello stesso ordine di grandezza della pendenza media presente. TAB. 5.9 Forze utili di trazione per ogni kW di potenza nominale del trattore, su terreni di pianura e senza zavorra (i valori inferiori dell intervallo indicato si riferiscono ad accoppiamenti trainati, quelli superiori ad accoppiamenti semiportati) Tipologia trattore Tipo di terreno F 1 (N/kW) 2 RM 4 RM Strada pavimentata 340-390 540-610 Cingoli Strada in terra battuta 200-240 330-380 610-680 Stoppie di grano 150-170 250-290 470-530 Cotica erbosa 120-150 210-250 410-470 Terreno umido 80-100 150-180 320-360 Letto di semina 50-70 110-140 250-290 2 p T d 2.1.4 Fabbisogni di potenza di un operatrice. In modo semplificato, in quanto non si tiene esplicitamente conto dei fabbisogni relativi all impiego del sistema idraulico e/o elettrico del trattore e, indipendentemente dal tipo di accoppiamento, la potenza richiesta al gancio (Prg, in kW) che un operatrice in lavoro richiede a un trattore si valuta come: Prg 5 Ptr 1 Ppdp dove: Ptr 5 potenza richiesta per il superamento di una forza di trazione T (in N), esercitata a una specifica velocità di avanzamento V (in m/s): Ptr 5 T #V 1.000 Ppdp 5 potenza richiesta sotto forma di coppia alla presa di potenza. La potenza complessiva richiesta dalla operatrice (Pmo, in kW) che, in fase di lavoro effettivo, deve essere sviluppata dall albero motore del trattore, è data da: Prg Pmo 5 hg dove: hg è l efficienza complessiva del trattore (Tab. 5.5). L accoppiamento trattoreoperatrice risulta fattibile (a meno delle verifiche funzionali di cui si parlerà) quando, innanzitutto, risulta: Pn $ Pmo ovvero: la potenza nominale del trattore Pn deve essere maggiore, o per lo meno uguale, alla potenza da erogare per soddisfare le richieste (Pmo ) dell operatrice. L05_2_Meccanizzazione.indd 556 5/31/18 10:11 AM d

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna