SEZIONE L

i, e n o a si a o eo, MECCANIZZAZIONE AGRICOLA L 557 Si definisce indice di utilizzazione della potenza (l, adimensionale) il rapporto: l5 Pmo Pn Il suo valore ha un influenza diretta sui consumi orari del trattore. Forza di trazione. Riguarda due situazioni fondamentalmente diverse: 1. superamento di forze legate alle resistenze che il suolo oppone a degli organi di lavoro che penetrano in esso a una determinata profondità ( p, in cm): situazione tipica delle lavorazioni del terreno primarie e secondarie; 2. superamento delle resistenze richieste per il traino di mezzi che rotolano sul suolo; si ha con un accoppiamento trainato di un mezzo a ruote (rimorchi, ecc.). Le forze di trazione più rilevanti si hanno nel primo caso, tanto che il fabbisogno di peso risulta di norma il fattore limitante la scelta della potenza. In tal caso, la forza T si calcola come: T 5 r # lf # p dove: r 5 coefficiente di resistenza alla lavorazione (in N/m ? cm): corrisponde alla componente orizzontale della forza T da superare per lavorare una sezione di terreno larga 1 m e profonda 1 cm; risulta variabile in funzione del tipo di operazione e della tessitura del terreno; valori di ro per terreni di medio impasto sono riportati in Tabella 5.10; per gli altri tipi di tessitura si ha: r 5 Kt # ro con Kt 5 0,65 per i terreni leggeri (sabbiosi) e Kt 5 1,5 per i terreni pesanti (argillosi); lf 5 larghezza del fronte di lavoro (in m); p 5 profondità alla quale è svolta la lavorazione (in cm). TAB. 5.10 L Coefficiente di resistenza ro per diverse tipologie di operazioni di lavorazione del terreno Coefficiente di resistenza ro alla lavorazione N/m ? cm Operazione Discissura con aratri a versoio 250-300 Aratura con aratri a versoio 600-700 Coltivazione chisel ed estirpatori 300-350 Erpicatura con erpici a denti elastici, combinati e vibrocoltivatori 200-250 Erpicatura con erpici a denti rotanti o fissi 150-200 Nel caso del semplice traino di mezzi, la forza di trazione si stima come: T 5 cr # Gmo a- dove: cr è il coefficiente di rotolamento e Gmo la forza peso (in N) della macchina operatrice L05_2_Meccanizzazione.indd 557 5/31/18 10:11 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna