SEZIONE L

L 558 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... da sottoporre a traino (da intendersi relativa alla sua massa lorda, ovvero inclusiva dei prodotti trasportati). Potenza alla p.d.p. Un impostazione semplificata del problema è data da: Ppdp 5 Pcost 1 PDr 5 Pcost 1 Kpdp # Dr con Kpdp 5 e Kt # Pusoil # p: macchine per la lavorazione del terreno Pupdp: per tutte le altre operatrici dalla quale si evince che: a. la stima della potenza può comprendere due termini: il primo, Pcost (in kW), indipendente dalle dimensioni Dr dell operatrice; il secondo direttamente proporzionale alle sue dimensioni (PDr , in kW); b. quest ultimo termine risulta, a sua volta, costituito da due termini mutualmente esclusivi: nel caso di macchine per la lavorazione del terreno si ha PDr 5 Kt ? Pusoil ? p ? Dr, dove Pusoil (in kW/m ? cm), definibile come potenza specifica di resistenza alla lavorazione, ha un ruolo analogo al coefficiente ro; in tal caso la dimensione reale Dr rappresenta sempre la larghezza del fronte di lavoro (in m) che, combinata con la profondità p (in cm), definisce la sezione di terreno lavorata (per Kt valgono le considerazioni già viste sopra); nel caso di tutte le altre operatrici azionate dalla p.d.p., vale PDr 5 Pupdp ? Dr, dove Pupdp (in kW/m o kW/m3, a seconda del tipo di unità dimensionale) è la potenza specifica assorbita. In Tabella 5.11 sono proposti i valori dei vari parametri richiesti per la stima della Ppdp. Alcune macchine prevedono situazioni miste di richieste di potenza (traino 1 coppia). utile segnalare che i valori di potenza nominale ottenuti attraverso il rapporto Prg /hg vanno incrementati di un coefficiente di sicurezza b per tener conto che: nel corso degli anni, le potenze rese da un motore tendono progressivamente a dimi- nuire con un ritmo direttamente proporzionale alla sua intensità di utilizzo (in 5 anni la Pn effettiva può risultare ridotta del 10-20%); le potenze indicate dai vari coefficienti fanno riferimento a valori medi di funzionamento; per il superamento di picchi o imprevisti è, pertanto, opportuno prevedere una riserva di potenza del 10-20%. In termini pratici, è ragionevole operare con margini di b compresi tra il 20 e il 25% e la potenza al gancio Pg si può impostare come: Pn 5 b # Prg hg In Figura 5.14 sono proposti dei dimensionamenti trattore-operatrice relativi ad alcune tipologie di macchine indicate in Tabella 5.11. L05_2_Meccanizzazione.indd 558 5/31/18 10:11 AM (a o d a

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna