2.3.3 Analisi e calcolo dei costi fissi

L 566 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... In definitiva, la vita utile n dipende sia dalla sua durata fisica (Df ) sia da quella economica (Ne ) sia, infine, dall intensità del suo utilizzo annuo (Ha ). Sia Ho l impiego annuo teorico (in ore/anno) che consente di raggiungere la vita fisica di una macchina in un numero di anni pari alla durata economica: Df Ho 5 Ne La vita utile n può allora essere fissata come: Df n 5 , se Ha . Ho ovvero: le ore annue di impiego sono tali da non essere mai in Ha grado di raggiungere i limiti dell obsolescenza tecnica; n 5 Ne , se Ha # Ho ovvero: le ore annue di impiego sono troppo basse e la durata fisica verrebbe raggiunta in un numero di anni maggiore di Ne e quindi si fissa un valore massimo alla vita utile pari a Ne. 2.3.3 Analisi e calcolo dei costi fissi. In generale, i costi fissi di una macchina sono più elevati quanto più è rilevante il valore a nuovo (Vo) della macchina stessa. Includono le seguenti voci (tutte in /anno): 1. quota di deperimento (Qd ); 2. interessi (I ); 3. spese varie (Sv, per ricovero e sorveglianza, imposte, tasse e assicurazioni). Quota di deperimento. La quota di deperimento rappresenta la spesa netta annua da imputare ai costi di esercizio legata alla perdita di valore che si ha col passare degli anni n della sua vita utile. Questo deperimento non è da intendersi solo sul piano fisico: esso si ha anche se la macchina, una volta acquistata, è lasciata nel suo ricovero senza un reale utilizzo. Al termine degli n anni della sua vita utile, la macchina avrà un valore di recupero, VR, inferiore al suo valore iniziale Vo. In pratica, si ha: Vo 2 VR Qd 5 n Il valore residuo dipende dalle quotazioni di mercato dei mezzi usati e decresce con l aumentare degli anni di possesso della macchina in modo non costante. Esso è molto marcato nei primi anni di vita della macchina e si riduce progressivamente a mano a mano che ci si avvicina alla durata economica del mezzo. In mancanza di dati specifici sui valori di mercato dell usato, VR è stimabile con la relazione: VR 5 Vo # 1 1 2 td 2 n11 dove: td (come frazione decimale o in %) è un tasso di deprezzamento costante, il cui valore varia dal 12 al 25% a seconda della categoria di macchina. Sempre in Tabella 5.13 vengono proposti dei valori di td ragionevolmente utilizzabili per alcune categorie di macchine. L andamento delle relative curve di deprezzamento è indicato in Figura 5.16. Interessi. una quota annua la cui valutazione è facile se si ricorre a crediti bancari per l acquisto della macchina. Questa quota esiste anche quando si effettuano pagamenti in contanti in quanto il capitale viene sottratto ad altri impieghi alternativi a reddito certo. Sul piano economico, tale rinuncia rappresenta un costo di opportunità e si calcola come: Vo 1 VR #r I5 2 L05_2_Meccanizzazione.indd 566 5/31/18 10:11 AM c o S s v

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna