3. Macchine operatrici

L 572 L.5 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... 3. Macchine operatrici 6 7 3.1 Macchine per la lavorazione del terreno 3.1.1 Terreno agrario. Ai fini della scelta delle macchine, in base al diverso contenuto percentuale di sabbia, limo e argilla, i terreni possono essere classificati in: terreni sciolti, detti anche leggeri (.50% di sabbia); terreni di medio impasto, detti anche franchi (25-35% di sabbia, 25-45% di limo, ,20% di argilla); terreni argillosi, pesanti, compatti, tenaci (.20% di argilla e ,30% di sabbia). Il contenuto idrico influenza la plasticità determinandone la lavorabilità. All aumentare dell umidità il terreno passa da uno stato solido (duro) a quello friabile, a quello semiplastico e, infine, a quello fluido (Tab. 5.15). TAB. 5.15 Comportamento di una zolla di terra alla manipolazione in relazione a diversi tipi di terreno e a differenti gradi di plasticità Tipo di terreno Sciolto Medio impasto Argilloso Duro Zolla impossibile da rompere Zolla impossibile da rompere Zolla impossibile da rompere Stato del terreno In tempra Semiplastico La zolla si frantuma facilmente La zolla si frantuma facilmente senza incollarsi alle dita La zolla si frantuma facilmente e si incolla leggermente alle dita La zolla è saponosa La zolla si frantuma incollandosi alle dita La zolla si frantuma difficilmente perché ha la tendenza a deformarsi Fluido La zolla diventa liquida La zolla è modellabile La zolla è modellabile 1 a b c d e f. g Obiettivi delle lavorazioni del terreno sono: ripristino o formazione della struttura attraverso la modifica della porosità; formazione di un letto di semina favorevole alla germinazione; creazione delle condizioni ottimali per la crescita radicale; gestione della circolazione dell acqua sia favorendo l infiltrazione sia contenendo l e- vapotraspirazione; interramento dei concimi e dei residui colturali; distruzione e/o contenimento di infestanti e parassiti. Per conseguire tali obiettivi ogni operazione di lavorazione viene eseguita allo scopo di ottenere un determinato effetto sul suolo. Gli effetti elementari ricercati sono i seguenti. 1. Discissura: comporta il passaggio dallo stato compatto non fessurato allo stato in cui sono presenti alcune fessurazioni grossolane. Può essere effettuata a profondità variabile. 2. Frammentazione: comporta il passaggio da uno stato in cui le zolle non esistono, o non sono facilmente distinguibili, a quello in cui esse sono facilmente distinguibili. 3. Interramento: della sostanza organica, dei residui vegetali, ecc. 4. Miscelazione: degli strati tra loro e con la sostanza organica, i concimi, ecc. 5. Creazione di una elevata zollosità superficiale: in modo che un ampia superficie possa essere esposta agli agenti atmosferici. L05_3_MacchineOperatrici.indd 572 8 9 5/31/18 10:14 AM h

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna