SEZIONE L

MACCHINE OPERATRICI L 573 6. R iduzione della zollosità superficiale: livellando il terreno. 7. Sminuzzatura delle zolle grossolane: formando terra fine che venga a contatto con le sementi. o 8. E stirpatura: portando in superficie semi di malerbe, rizomi, parassiti, ecc. 9. S eparazione tra terra fine e zolle: facendo emergere le piccole zolle in un orizzonte o, 10. Riduzione degli spazi tra zolle e terra fine: per favorire il contatto della terra no e- o e- n à o, i. i- superficiale in modo che l azione battente della pioggia non formi crosta superficiale. con le sementi e la risalita capillare dell acqua. Le lavorazioni possono essere classificate e raggruppate come segue. a. Lavorazioni straordinarie di prima messa coltura (scasso) o di dissodamento periodico (lavorazioni curative): prevedono varie combinazioni degli effetti di discissura profonda (con rottura della suola d aratura), eventuali rivoltamento e miscelazione, aumento della zollosità superficiale. b. Lavorazioni ordinarie principali profonde: prevedono varie combinazioni degli effetti di discissura, rivoltamento, interramento, miscelazione, aumento della zollosità superficiale. c. Lavorazioni ordinarie principali superficiali: come le precedenti, ma effettuate per colture meno esigenti, a profondità inferiori, senza provocare un elevato aumento della zollosità superficiale. d. Lavorazioni ordinarie principali ridotte: come le precedenti, non comportano tuttavia il rivoltamento del terreno. e. Lavorazioni ordinarie secondarie: prevedono varie combinazioni degli effetti di discissura superficiale, estirpatura, amminutamento zolle, livellamento. f. Lavorazioni ordinarie secondarie superficiali: come le precedenti, ma effettuate per colture meno esigenti a profondità inferiori, senza estirpatura. g. Preparazione del letto di semina: prevedono varie combinazioni degli effetti di amminutamento zolle, livellamento, separazione zolle/terra fine, riduzione degli spazi tra zolle. In termini temporali queste lavorazioni possono poi essere eseguite: contemporaneamente alla semina, tendenzialmente su terreni leggeri e per colture scarsamente esigenti; in periodi differiti dalla semina, tendenzialmente su terreni pesanti e per colture molto esigenti. In relazione alla possibilità di lavorazione in funzione della plasticità del terreno si hanno le relazioni di cui alla Tabella 5.16. TAB. 5.16 L Relazione tra stato del terreno e sua possibilità di lavorazione in funzione dei diversi possibili interventi Stato terreno Duro Friabile Lavorazione straordinaria Possibile ma difficile Consigliato Semi-plastico Rischioso Plastico Da evitare L05_3_MacchineOperatrici.indd 573 Lavorazione principale Lavorazione secondaria Preparazione letto Semina Possibile ma difficile Consigliato Possibile ma difficile Consigliato Possibile ma difficile Consigliato Consigliato Consigliato Rischioso Rischioso Rischioso Da evitare Da evitare Da evitare Da evitare Consigliato 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna