3.1.3 Macchine a denti fissi di tipo pesante

a li 0il a c) i. ) i o: a e- e il na ti e pi tti ia o eal li a pi a a e MACCHINE OPERATRICI L 579 3.1.3 Macchine a denti fissi di tipo pesante. Sono macchine portate posteriormente o, più raramente, anteriormente (solo macchine più leggere). Convenzionalmente sono destinate alla lavorazione secondaria del terreno dopo aratura, operando a profondità variabili dai 15 ai 40 cm e richiedono un successivo passaggio di preparazione del letto di semina. Nel caso di lavorazione in due strati, in sostituzione dell aratura sono utilizzate per il primo passaggio in campo (profondità di lavoro 40-70 cm). Per le lavorazioni principali ridotte sono impiegate a 30-50 cm. Con le versioni più pesanti si possono eseguire lavorazioni curative del terreno per eliminare la suola di aratura (50-80 cm) o per operazioni di scasso (70-100 cm). A seconda della profondità di lavoro e delle funzioni, si distinguono: scarificatori a una o due ancore (70-100 cm di profondità di lavoro), ripuntatori a 1-3 ancore (50-80 cm), chisel a 3-5 ancore (40-60 cm), coltivatori pesanti a 3-7 ancore (30-50 cm), estirpatori a 3-7 ancore (30-50 cm). Il rapporto tra profondità di lavoro e larghezza del medesimo è compreso tra 0,5 e 0,7. Esse sono costituite da un robusto telaio in profilato d acciaio rettilineo o a V che supporta gli organi lavoranti (detti ancore o denti fissi). Le ancore possono essere equipaggiate di ali e/o ogive. In genere, all estremità distale di ogni singola ancora è montato un puntale costituito da una o più piastre di acciaio forgiato a essa imbullonate. Nel caso degli estirpatori, sull ancora viene montato un utensile a forma di piede d oca, conformato in modo tale da tagliare orizzontalmente il terreno e le eventuali radici presenti. Grazie alla forma della piastra verticale, le radici tagliate, ed eventuali semi e/o larve di insetti, vengono portati in superficie. Ogni singolo dente può essere: dritto (per terreni pesanti, non provoca sovralzo del suolo); inclinato (forma grosse zollosità su terreno pesante e richiede minori forze di trazione); ricurvo (per terreni leggeri, provoca sovralzo del suolo e richiede contenute forze di trazione rispetto al precedente). Dispositivi di sicurezza: a bullone di rottura, molla, balestra o idraulici; difendono i componenti principali da eventuali rotture per eccesso di forza di trazione. La regolazione della profondità si realizza a mezzo di una ruota d acciaio, o gommata, oppure attraverso il sollevatore del trattore. Nelle macchine utilizzate per le lavorazioni saltuarie, posteriormente al puntale dell attrezzo, può essere montata una massa di acciaio a forma di proiettile (ogiva) che forma all interno del terreno una canalizzazione che aiuta lo sgrondo dell acqua (attrezzi fognatori). Nelle macchine utilizzate per le lavorazioni ridotte, posteriormente possono essere montati rulli pareggiatori di diversa forma. L 3.1.4 Macchine a denti fissi di tipo leggero. Macchine trainate attraverso l attacco a tre punti o il gancio di traino. Raro l accoppiamento semiportato anteriore. Sono impiegate per la lavorazione secondaria del terreno, comprendente l ultimo passaggio di preparazione del letto di semina, a una profondità variabile dai 10 ai 30 cm e sono costituite da un telaio in profilati di acciaio a forma rettangolare, sul quale sono montati denti fissi o elastici variamente conformati e inclinati rispetto al terreno (dritti, ricurvi, verticali, inclinati anteriormente o posteriormente). Si distinguono coltivatori leggeri a denti fissi (profondità lavoro 20-30 cm), vibrocoltivatori a denti elastici (20-30 cm), erpici a denti fissi (10-20 cm), erpici a denti elastici (10-20 cm). Sono sempre più diffusi L05_3_MacchineOperatrici.indd 579 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna