3.1.5 Erpici a dischi

L 580 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... gli erpici combinati con, in sequenza, più utensili di diversa conformazione, barre pareggiatici, frantumatrici e rulli. Le macchine più recenti di questa categoria montano ormai esclusivamente denti elastici, in acciaio speciale, conformati in modo da realizzare, nella loro estremità prossima all attacco del telaio, una specie di molla. La loro posizione sul telaio stesso può essere facilmente variata in modo da aumentare o diminuire la densità degli elementi lavoranti a seconda delle esigenze operative. Ogni dente è ricoperto da una piastra d usura. L estremità distale inferiore può assumere diverse conformazioni a seconda che si privilegi o meno il suo effetto di riporto in superficie della zollosità sottosuperficiale. Numerose sono le applicazioni di macchine combinate in cui è presente una barra pareggiatrice. Si tratta di un profilato di acciaio montato in direzione trasversale rispetto a quella di avanzamento, che trasporta in avanti e lateralmente le zolle del terreno livellandolo. A elevate velocità può anche assumere funzione frantumatrice. Sono quasi sempre presenti anche rulli portati posteriormente che possono essere di diversa forma e dimensione. Se la macchina ha una larghezza di lavoro elevata, il telaio può essere suddiviso in sezioni che, durante il trasporto, possono essere ripiegate. 3.1.5 Erpici a dischi. Trainati tipicamente attraverso il gancio di traino o, meno frequentemente, con l attacco a tre punti. Attuano una lavorazione secondaria del terreno operando a una profondità di lavoro di 20-40 cm. Lavorazioni ridotte solo in cerealicoltura specializzata eseguendo la rottura delle stoppie, anche allo scopo di controllare successivamente le malerbe. Per ottenere risultati ottimali devono operare a elevate velocità. Sono costituiti da un telaio rettangolare in profilati di acciaio, che può essere equipaggiato di uno o due alberi di supporto a forma di V (offset), oppure hanno 4 alberi di supporto a forma di croce (tandem). Sugli alberi sono montati, solidali o folli, dei dischi (calotte sferiche) con profilo esterno continuo o dentato. Essi hanno un diametro di 35-80 cm passando da erpici leggeri a erpici pesanti. Possono presentare il bordo continuo, dentato o lobato. Con quest ultimo profilo tendono a penetrare meglio nel terreno duro e a conseguire una maggiore polverizzazione dello stesso. In base alla massa dei dischi si distinguono macchine leggere (40/60 kg/disco), medie (60-80 kg/disco) e pesanti (massa 80-150 kg/disco). In aggiunta a ciò, si hanno anche macchine scavallaceppi, per l utilizzo in impianti arborei, che assumono in genere la configurazione a un solo albero portadischi. Sono sempre del tipo portato e montano dischi con diametro da 30 a 40 cm con un peso di 20-40 kg/disco. Per completare il lavoro possono essere impiegati rulli posteriori. 3.1.6 Zappatrici. Si hanno zappatrici ad accoppiamento centrato fisso e zappatrici interfilari con accoppiamento laterale. Queste ultime sono equipaggiate di sensori per lavorare intraceppo nelle colture arboree. Le macchine del primo tipo possono essere montate sia anteriormente sia posteriore al trattore, mentre quelle del secondo tipo sono tipicamente portate dietro la motrice. Impiegate soprattutto per la lavorazione principale del terreno, specie su colture ortive, vigneti e frutteti o su terreni di medio impasto per le altre colture (profondità di lavoro 15-30 cm). La lavorazione secondaria eseguita con queste macchine è una soluzione di ripiego nel caso di colture poco esigenti. L05_3_MacchineOperatrici.indd 580 5/31/18 10:14 AM c s d a ta p e s 1 te a fr m d fe In r 3 e c in m z s s ta s p d 1 fi 2 il m d tà d in m le li te 3 d

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna