3.2.1 Spandiliquame

ca n a o aa di npdi e di a e a e o o e m o o e a d a e e MACCHINE OPERATRICI L 583 Nelle macchine provviste di barra di distribuzione la larghezza effettiva di lavoro (Le) è pressoché coincidente con la larghezza totale (Lt) della barra e il profilo di distribuzione è generalmente regolare. Nelle macchine a distribuzione centrifuga, invece, il profilo di distribuzione non è regolare e la larghezza effettiva non coincide con la larghezza totale di lavoro. La dose distribuita varia in senso trasversale alla direzione di lavoro, così che è necessario avvicinare le passate per sovrapporre le code per ricavare FIG. 5.18 Diagramma di distribuzione. una Le che sarà sempre inferiore alla Lt (Fig. 5.18). Una volta definita la Le e scelta la velocità di avanzamento più adatta alle condizioni del terreno, occorrerà regolare la portata in modo da ottenere la dose per ettaro voluta e mantenere sempre costante la velocità (a meno che la macchina non sia dotata di un sistema di regolazione proporzionale all avanzamento). Se la macchina non dispone di un sistema di regolazione della portata, questa si realizza solo variando la velocità di avanzamento. 3.2.1 Spandiliquame. Macchine tipicamente trainate e azionate dalla p.d.p.; svolgono la funzione di distribuire dosi di liquami uniformi su tutta la superficie del terreno. Quelle per distribuzione non localizzata sono costituite da un carrello, con uno o più assi, sul quale è montata longitudinalmente una botte cilindrica (da 2 a 2/5 m3), in acciaio galvanizzato, inox oppure, più raramente, in vetroresina. Nella botte possono essere più o meno presenti organi di rimescolamento. Il carico avviene comunemente a mezzo di un pompa-compressore d aria che crea nella botte un vuoto di circa 0,5 bar aspirando all interno il liquame. Lo scarico può avvenire: a. per gravità; b. mettendo il serbatoio in pressione, mediante la compressione dell aria; c. fornendo energia, di pressione e cinetica, tramite una pompa addizionale. All uscita del serbatoio può essere montato un semplice ugello a specchio. Nel caso di distribuzione in pressione, l ugello può essere montato anche su una lancia per effettuare distribuzioni da bordo campo. In tutti questi casi la Le non coincide con la Lt. Negli spandiliquame a distribuzione localizzata all interno della botte sono sempre presenti organi di rimescolamento e triturazione; inoltre, in alternativa ai classici sistemi di carico e scarico a mezzo compressori d aria, vengono montate delle pompe volumetriche attive a lobi. Lo scarico avviene inviando il liquame a un distributore e da qui a più ugelli (muniti o meno di organi interratori), posizionati su una barra montata trasversalmente rispetto alla direzione di avanzamento. Quindi la Le è circa uguale alla Lt. Per quanto riguarda gli elementi interratori, le soluzioni sono molto diversificate: si va da distributori a dischi folli, particolarmente adatti per le cotiche erbose, ad ancore operanti a 20-30 cm di profondità, costruite attorno a coltivatori a denti elastici o a erpici a dischi. Si vanno diffondendo tecniche VRT (Variable Rate Technologies) che prevedono il controllo operativo delle quantità di fertilizzante distribuite sulla superficie del terreno in modo che queste vengano differenziate. Anche su queste operatrici sono impiegati sempre più spesso pneumatici a bassa pressione. L05_3_MacchineOperatrici.indd 583 L 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna