3.3.1 Seminatrici di precisione

o ) o a e) a- o o o o e e . di a h; ) e, m- a e MACCHINE OPERATRICI L 587 3.3.1 Seminatrici di precisione. Di tipo trainato o semiportato da trattrice, hanno una serie di elementi, uno per fila, fissati a un telaio portante e dotati di sistema di autolivellamento indipendente. Ogni elemento comprende una tramoggia corredata di organi distributori, assolcatori, rincalzatori e costipatori. Lavorano appoggiando sul terreno almeno una ruota di aderenza che, attraverso una trasmissione meccanica completa di cambio (continuo o discontinuo), fornisce il movimento al distributore regolando così la densità di semina. Recente è l introduzione di motori elettrici, montati uno per ogni distributore, a regolazione elettronica della velocità di rotazione. Nel caso di distribuzione pneumatica è indispensabile il collegamento alla p.d.p. Gli organi distributori sono l elemento più caratteristico. Si distinguono: seminatrici pneumatiche e meccaniche. Queste ultime sono ormai poco diffuse. I distributori di tipo pneumatico sono costituiti da un disco verticale forato radialmente che, da un lato, comunica con la parte inferiore della tramoggia in cui è presente la semente, dall altro è in contatto con una camera di depressione collegata con un ventilatore centrifugo installato sopra il telaio e collegato alla p.d.p. del trattore. La depressione fa aderire perfettamente i semi agli alveoli del disco. Il carter della camera in depressione copre solo per 3/4 il disco, lasciandolo libero nella sua parte inferiore. Quando durante la rotazione la depressione viene a mancare, il seme si stacca dall alveolo e cade attraverso un tubo adduttore al suolo in prossimità di un assolcatore. La depressione deve essere dell ordine dei 30-40 mbar per semi piccoli e leggeri, 35-45 mbar per semi grandi e pesanti. Gli assolcatori possono essere: a stivaletto (più usati); a falcione, adatti a terreni con residui colturali; a disco (semplice o doppio), adatti a terreni pesanti o a letto di semina grossolano. Una volta che il seme e gli eventuali altri prodotti sono stati deposti sul terreno, due vomerini provvedono a richiudere il solco. Successivamente, le ruote di compattamento provvedono a completare il lavoro. Sulle macchine più recenti si sono andati diffondendo dispositivi elettronici per il controllo della continuità di deposizione dei semi. Altri dispositivi di controllo sono i contaettari, dispositivi particolarmente utili per i contoterzisti. Sono sempre utili, nel caso di macchine con elevata larghezza di lavoro, i sistemi che permettono di escludere il funzionamento di una o più file. Infine, anche in questo settore, si sono affermate tecnologie che si rifanno all agricoltura di precisione e permettono di differenziare la densità di semina da un punto all altro all interno dello stesso appezzamento. Molto diffuse sono le macchine che, a fianco della semina, eseguono le operazioni di concimazione e geodisinfezione localizzate, rispettivamente, attraverso spandiconcime e microgranulatori. Una coppia (uno per lato) di tracciafile è montata in genere su ogni macchina. Sono sempre più diffuse le macchine combinate con altre operatrici per eseguire la semina su terreno parzialmente lavorato. Le soluzioni per la semina integrata prevedono l accoppiamento temporaneo della seminatrice posteriormente a coltivatori, zappatrici o erpici rotativi muniti di appositi dispositivi di aggancio. In alternativa, il cantiere può prevedere che sul trattore vengano montate delle macchine per la lavorazione del terreno in posizione anteriore con la seminatrice in posizione posteriore. Le macchine per la semina su sodo possono montare organi assolcatori in maggior numero e di maggiore robustezza; in alcuni casi sono presenti anche specifici organi (denti fissi o zappette ruotanti) per una lavorazione del terreno molto semplificata, eseguita solo in prossimità della fila che poi verrà seminata. Anche gli organi di chiusura del solco e di compattamento sono modificati e rinforzati. Se la macchina ha una larghezza di lavoro elevata, il telaio può essere suddiviso in sezioni che, durante il trasporto, possono essere ripiegate. L05_3_MacchineOperatrici.indd 587 L 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna