3.3.2 Seminatrici universali (a righe)

L 588 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... 3.3.2 Seminatrici universali (a righe). Di tipo trainato o semiportato da trattrice, esse sono costituite da un telaio portante una tramoggia, al di sotto della quale si trovano le bocchette di scarico che portano ai distributori; da qui il seme giunge ai tubi adduttori e agli assolcatori. I rincalzatori, posizionati posteriormente agli assolcatori, hanno lo scopo di ricoprire il seme. Anche questa tipologia di macchine utilizza una ruota di aderenza per regolare, attraverso una trasmissione meccanica completa di cambio (continuo o discontinuo), la densità di semina. Nel caso di distribuzione pneumatica è indispensabile il collegamento alla p.d.p. Si distinguono seminatrici con distribuzione per gravità, o pneumatiche, e seminatrici con e senza tramoggia per la distribuzione contemporanea del concime. Le versioni con distribuzione per gravità sono costituite da un telaio portante una tramoggia a sviluppo trasversale rispetto alla direzione di avanzamento (due se è presente lo spandiconcime). Sul fondo della tramoggia sono presenti un agitatore e delle luci di scarico per lo svuotamento. Sotto alla tramoggia, in collegamento con la medesima, è ricavata una cassetta che contiene i distributori. Questi sono dei cilindri scanalati, o dentati, che ruotano sincronizzati con la velocità di avanzamento. Dal distributore il seme passa a un tubo adduttore e cade verso l elemento assolcatore. Per questo modo di operare, la larghezza di lavoro della macchina non può essere superiore a quella della tramoggia. Nelle versioni con distribuzione pneumatica, la macchina è costituita da un telaio portante una tramoggia a sviluppo longitudinale rispetto alla direzione d avanzamento. Si hanno soluzioni con un unico distributore per tutte le file o con un distributore per fila. In ogni caso il distributore e la tramoggia hanno una larghezza inferiore a quella di lavoro della macchina, e il trasporto del seme agli assolcatori non avviene per gravità ma per trasporto pneumatico in un flusso d aria creato da un apposito ventilatore. Prima di cadere nell assolcatore il seme viene fatto passare in un piccolo ciclone che separa il flusso d aria ed evita che lo stesso arrivi sul terreno con una velocità eccessivamente elevata. In entrambi i casi gli assolcatori possono essere: a stivaletto (più usati); a falcione (adatti a terreni con residui colturali); a disco semplice o doppio (adatti a terreni pesanti o letto di semina grossolano). La ricopertura del seme avviene tramite organi rincalzatori e compattatori vari. I dispositivi elettronici di controllo e i tracciafile sono in tutto simili a quelli descritti per le seminatrici di precisione. Per la semina su sodo il distributore è identico a quello delle macchine convenzionali; esse, tuttavia, montano organi assolcatori in maggior numero e con maggiore robustezza. In alcuni casi possono essere presenti anche specifici organi (denti fissi o zappette ruotanti) per una lavorazione del terreno molto semplificata, eseguita solo in prossimità della fila che poi verrà seminata. Anche gli organi di chiusura del solco e di compattamento sono modificati e rinforzati. 3.3.3 Piantatuberi automatiche. Portate da trattore, sono costituite da un telaio sul quale è installata una tramoggia portatuberi. Sempre sul telaio, in posizione anteriore rispetto alla tramoggia stessa sono montati degli organi assolcatori. Questi aprono il solco entro cui il distributore fa cadere gli elementi da seminare. In particolare, i distributori sono costituiti da catene, o nastri, sui quali sono montate tazze che ruotano all interno della tramoggia portatuberi. Nel loro movimento verticale queste tazze asportano dalla tramoggia i singoli tuberi. A mano a mano che le tazze giungono al bordo superiore della tramoggia, lasciano cadere posteriormente i tuberi che finiscono così nel solco L05_3_MacchineOperatrici.indd 588 5/31/18 10:14 AM p p S a a tr e s to a s a 3 n r a b c

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna