3.4.1 Irroratrici a barra a polverizzazione meccanica e

ie I e e o- ò c- n- il o e MACCHINE OPERATRICI TAB. 5.32 L 593 Relazione tra tipologie di macchina e possibilità di impiego Trattamento colture erbacee Tipo Tipo polverizza- Tipo getto ugello zione Getti rettilinei Proiettato A specchio A fessura Meccanica Proiettato (ventaglio) Proiettato A turbolenza (cono vuoto) Guidato Proiettato Portato Trattamento colture arboree Alto volume con terreno nudo o preemergenza Volume medio con coltura sviluppata Basso volume Volume con coltura medio sviluppata Consigliato Sconsigliato Sconsigliato Sconsigliato Sconsigliato Consigliato Sconsigliato Sconsigliato Sconsigliato Sconsigliato Possibile Consigliato Sconsigliato Possibile Sconsigliato Consigliato Possibile Possibile Basso volume Sconsigliato Sconsigliato Sconsigliato Consigliato Consigliato Sconsigliato Sconsigliato Sconsigliato Sconsigliato Sconsigliato Consigliato Sconsigliato Centrifuga Proiettato Sconsigliato Possibile Pneumatica Portato Sconsigliato Sconsigliato Consigliato Sconsigliato Consigliato Consigliato Sconsigliato Sconsigliato 3.4.1 Irroratrici a barra a polverizzazione meccanica e getto proiettato per colture erbacee. Macchine portate (posteriormente o anteriormente), trainate, azionate dalla p.d.p., o semoventi, costituite da un telaio che monta un serbatoio principale (in vetroresina o polietilene) nel quale è contenuta la miscela da distribuire. Il serbatoio è dotato di un sistema di agitazione. Sempre presenti serbatoi aggiuntivi per acqua pulita da utilizzare per il lavaggio della macchina e dell operatore. Nelle macchine a iniezione nel serbatoio principale è presente solo acqua, mentre il fitofarmaco è contenuto in un serbatoio separato. Una pompa volumetrica (a pistoni o più frequentemente a membrana) mette in pressione la miscela e la invia agli organi di distribuzione. Un regolatore di pressione, munito di manometro, regola la stessa in funzione delle modalità di distribuzione e fa ritornare l eccesso pompato al serbatoio. La distribuzione avviene attraverso ugelli idraulici montati su una barra sempre più spesso divisa in sezioni (fino a 24). La regolazione della dose distribuita avviene secondo quattro modalità mantenendo: 1. la miscela a pressione costante; 2. la portata della miscela proporzionale al regime del motore; 3. la portata della miscela proporzionale alla velocità di avanzamento; 4. la concentrazione della miscela proporzionale alla velocità di avanzamento. Le moderne irroratrici, per evitare intasamenti e danni al macchinario, montano sistemi di filtraggio che possono essere anche molto complessi. Sono sempre più diffuse le barre che montano ugelli multipli selezionabili o azionabili indipendentemente con logiche di controllo anche molto complesse e sofisticate, equipaggiati di dispositivi antigocciolamento (in genere a membrana). Nel caso di barre di elevate dimensioni, le sezioni delle stesse possono essere escluse durante il lavoro per conseguire larghezze di lavoro contenute. Inoltre le stesse possono essere ripiegate a fine lavoro, in genere utilizzando martinetti idraulici, per agevolare i trasferimenti. Sempre nel caso di barre di larghezza di lavoro rilevante si hanno sistemi di sospensione delle barre che consentono di mantenerle orizzontali (nei casi più semplici a regolazione meccanica) o parallele rispetto al suolo (nei casi più complessi a regolazione elettroidraulica). L05_3_MacchineOperatrici.indd 593 L 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna