3.5.1 Sarchiatrici a denti elastici

ti à ri a, e n n. di ti. a lri, o e e in e e ti il na k ti a en la o ae ti s- MACCHINE OPERATRICI L 597 sario svolgere sempre le operazioni di potatura. Oltre a ciò, in vigneto è pure necessario svolgere, quando necessario, le operazioni di legatura, spollonatua, cimatura o potatura verde, defogliazione. Oggi, ognuna di queste operazioni, eseguita tradizionalmente in modo manuale, può essere meccanizzata con operatrici specifiche. 3.5.1 Sarchiatrici a denti elastici. Portate o semiportate, costituite da un telaio con una barra di acciaio trasversale sulla quale vengono montati gli organi per la lavorazione del terreno. Questi sono dei denti a molla analoghi a quelli dei vibrocoltivatori. Spesso sono combinate con spandiconcime per la concimazione localizzata in copertura. 3.5.2 Sarchiatrici a utensili mossi dalla p.d.p. Portate o semiportate, azionate dalla p.d.p., costituite da un telaio equipaggiato con elementi di zappatrici o erpici rotativi con una larghezza compatibile con quella dell interfila. Anche in questo caso, è diffusa l associazione della macchina base con spandiconcime localizzato. 3.5.3 Sarchiatrici a utensili vari. Oltre ai modelli più diffusi a denti elastici e multifresa, sono numerosissime le soluzioni costruttive più o meno utilizzate dal mondo operativo. 3.5.4 Rincalzatori. Portati o semiportati. Gli organi per la lavorazione del terreno sono in questo caso costituiti da un vomere a due lame e da due versoi con angolo di rivoltamento opposto. Anche qui si usa frequentemente uno spandiconcime localizzato. 3.5.5 Rompicrosta. Attrezzature portate da trattore, in cui gli organi lavoranti, costituiti da gruppi di dischi uncinati, sono montati folli su un albero trasversale inserito sul telaio. Questi dischi possono essere raggruppati per lavorare tra le file - nel caso in cui si operi su colture in atto - o essere distribuiti uniformemente. Nel primo caso possono essere presenti delle paratoie verticali spartifila, che hanno lo scopo di evitare danneggiamenti alla coltura in atto. Gli organi di lavoro non tagliano, ma scalzano le malerbe del terreno, grazie alla loro curvatura e alla velocità d avanzamento, che per dare efficacia all operazione deve essere compresa tra 8 e 12 km/h. Raramente sono equipaggiate con spandiconcime. L 3.5.6 Potatrici a dischi. Portate da trattore, utilizzate per la potatura invernale dei vigneti a controspalliera. Sono costituite da un telaio scavallatore sul quale sono montati gli elementi di taglio: questi sono formati da due serie di dischi fissi sovrapposti, all interno dei quali ruotano delle lame. In alcuni casi si hanno due moduli differenti: da un lato della macchina, sono presenti dei dischi convogliatori e, dall altro, delle gabbie (modulo gabbia/lama) nelle quali ruotano le lame. I dischi hanno il compito di spingere i tralci verso il modulo gabbie/lame in modo da permettere alla lama di effettuare un taglio netto. Un dispositivo idraulico particolare permette di effettuare il passaggio automatico dei pali senza interferire con essi. 3.5.7 Potatrici a lame alternative. Sono portate da trattore e azionate idraulicamente, usate per la potatura invernale, ma anche per la cimatura verde. Costituite da un telaio di diversa conformazione a seconda della coltura e del tipo di allevamento, sul quale sono montate delle barre di taglio alternative o a singola lama scorrevole. La posizione reciproca delle lame può essere variata e, in alcuni casi, sono presenti dei sensori di prossimità che determinano lo spostamento di alcune sezioni delle stesse in vicinanza dei pali del vigneto. L05_3_MacchineOperatrici.indd 597 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna