3.6.1 Falciatrici a lama alternativa

L 604 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... 3.6.1 Falciatrici a lama alternativa. Macchine azionate dalla p.d.p., portate posteriormente o lateralmente. Molto diffuse un tempo in ogni ambiente, oggi in montagna sono utilizzate soprattutto le operatrici semoventi. Sono costituite da due parti: il portalama, dove sono montati i denti fissi, e la lama di taglio, sulla quale sono inserite le sezioni di lama a forma trapezoidale. Nelle versioni classiche la lama di taglio presenta una velocità media di oscillazione pari a 2,4-2,6 m/s mentre la controlama rimane ferma. La velocità di lavoro ottimale è di circa 5-7 km/h. Al di sopra di questi valori la lama non ha il tempo di completare la fase di compressione e può strappare l erba. Si hanno versioni a lama a doppio effetto sulle quali sono montate due barre a movimento alternativo. La velocità media relativa di oscillazione è di circa 4 m/s. La velocità di lavoro ottimale è di circa 8-10 km/h. La qualità del lavoro è migliore. Infine si hanno le versioni a lama alternativa e denti mobili, in cui questi ultimi oscillano realizzando una soluzione simile alla precedente con prestazioni operative analoghe. Maggiormente adatte a operare in condizioni difficili in presenza di sassi od ostacoli. 3.6.2 Falciatrici rotative a dischetti. Macchine azionate dalla p.d.p. che operano lateralmente al trattore di tipo portato, semiportato e trainato. Si hanno anche versioni portate frontalmente. Sono costituite da un telaio portante una trave di profilato scatolato in cui è contenuta una trasmissione a ingranaggi che comanda gli organi di taglio portati superiormente a essa. Questi possono avere forma circolare, triangolare o ellittica e sono dotati alla periferia di lamini di taglio sostituibili in numero di 2 o 3 per ogni elemento. Ogni organo lavora su una larghezza tipicamente pari a 40 cm. Si hanno modelli da 4 a 8 dischetti che ruotano con una velocità periferica di 60-80 m/sec. I dischi contigui hanno regime opposto e sincronizzato. 3.6.3 Falciatrici rotative a tamburi. Macchine tipicamente portate posteriormente, operanti lateralmente. Sono semiportate o trainate nelle versioni di maggior larghezza di lavoro. Sempre più diffuse le operatrici accoppiate anteriormente. Rare le semoventi. Sono costituite da un telaio portante sul quale sono montati dei tamburi (in genere da 2 a 4 del diametro di 80 cm) che portano sulla loro circonferenza da 2 a 4 lamini di taglio per tamburo. Questi ruotano in prossimità del terreno, con una velocità di 60-80 m/sec. A causa della presenza del telaio a ponte possono essere soggette a ingolfamenti in erbai molto produttivi. 3.6.4 Falciacondizionatrici a dischi con condizionatore a rulli. A valle di una falciatrice a dischetti viene montato un apparato condizionatore a rulli controrotanti. Il condizionamento a rulli avviene mediante lo schiacciamento e la lacerazione dello stelo erbaceo al fine di intaccarne la pellicola cerosa e permetterne l essiccazione in contemporanea con la foglia e fiore. La presenza dei deflettori regolabili permette di riunire il foraggio condizionato in andane più o meno dense (deflettori chiusi) o di lasciarlo completamente sparso (deflettori aperti). Quanto più la larghezza dei rulli condizionatori si avvicina a quella dell apparato di taglio, tanto migliore è l efficacia del condizionamento e il pericolo d ingolfamento. 3.6.5 Falciacondizionatrici a dischi con condizionatore a flagelli. A valle di una falciatrice a dischetti viene montato un apparato condizionatore a flagelli. L azione dei flagelli provoca lacerazioni nella parte esterna dei culmi e delle foglie del foraggio agevolando la fuoriuscita dell acqua intercellulare. L essiccazione di foglie e culmi avviene così in modo omogeneo. Il rotore condizionatore porta organi di lavoro variamente conformati; per la sua azione è maggiormente indicato su prati polifiti o erbai di graminacee. Possono L05_3_MacchineOperatrici.indd 604 5/31/18 10:14 AM e m a p 3 d c p 3 d a a 3 n d o G o t r 3 o a r o v L m s n n li s lo c e lo d a 3 d c p

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna