3.6.11 Ranghinatori a cinghie

L 606 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... comandato dalla p.d.p.), associata all avanzamento del trattore, porta i pettini a denti verticali ad assumere un movimento a cicloide. Durante questo movimento i pettini successivi rastrellano il foraggio presente sul terreno. Quando la velocità periferica dei dischi è contraria alla velocità di avanzamento e l asse dei pettini è leggermente inclinato rispetto alla direzione perpendicolare all avanzamento stesso, al foraggio viene impresso un movimento di lancio in avanti e lateralmente. In questo caso si provoca la formazione di un andana laterale alla macchina. sufficiente invertire il senso di rotazione dei dischi per lanciare il foraggio posteriormente e trasformare la macchina in spandifieno. Macchina molto delicata, ma assai lenta. La sua capacità di lavoro è inoltre contenuta a causa dalla limitata larghezza che possono assumere i pettini (max. 4 m). 3.6.11 Ranghinatori a cinghie. Semiportati da trattore e azionati dalla p.d.p. Su un telaio con asse principale perpendicolare alla direzione di avanzamento sono montati due tamburi rotanti (uno folle e uno azionato dalla p.d.p.) che supportano e danno il moto a due cinghie parallele equipaggiate con una serie di forche. Il movimento di avanzamento del trattore e il movimento a esso trasversale delle forche fanno in modo che il foraggio incontrato sul passaggio della macchina venga spostato lateralmente in andana. Si tratta di una macchina con discreta capacità di lavoro, ma poco delicata con il foraggio. Non forma treccia. Può essere utilizzata anche come spandiandana e arieggiatrice, anche se queste non sono le sue funzioni specifiche. 3.6.12 Ranghinatori a ruote folli. Semiportati o trainati da trattore, totalmente privi di trasmissioni, hanno numerose ruote a raggi, montate folli sul telaio portante che insiste su un apposito carrello a ruote con cui si regola l altezza di lavoro da terra. Durante l avanzamento i denti flessibili di forma particolare, montati a stella, entrano in contatto con il suolo in modo da assorbire l energia necessaria per la rotazione della stella stessa. A seconda della diversa inclinazione con cui le ruote vengono fatte interagire con il terreno, si realizzano le diverse operazioni di fienagione. una macchina che inquina il foraggio con terra e cotica erbosa provocando perdite tendenzialmente elevate. Forma una treccia molto difficile da srotolare che può creare difficoltà sia in fase di successivo spargimento dell andana sia in fase di raccolta, esasperando i problemi di ingolfamento. 3.6.13 Ranghinatori a trottola a forche rovesciate (ranghinatore giroscopico). Semiportati da trattore, azionati dalla p.d.p., sono costituiti da un telaio in tubolare su cui sono montati due elementi rotanti alla cui periferia sono portate delle forche in posizione quasi orizzontale. Al di sotto dei due rotori sono installate due ruote di regolazione dell altezza dal suolo. Mutando la posizione dei denti e utilizzando o meno il dispositivo andanatore portato superiormente alla macchina, è possibile realizzare le diverse funzioni della fienagione. Macchine poco delicate per l andanatura; essa non può essere effettuata su prodotto corto (secondi e terzi tagli) sia per il fatto che le forche non riescono a recuperare tutto il prodotto sia perché le andane risultanti (formate sempre solo da una coppia di rotori anche sulle macchine di elevata larghezza) presentano massa specifica ridotta. 3.6.14 Ranghinatori a trottola polivalente. Semiportati azionati dalla p.d.p. del trattore, analogamente ai voltafieno a trottola sono costituti da rotori di dimensioni dell ordine del metro di diametro, su cui sono montate forche con denti in posizione verticale. A seconda dell angolo con cui si regola la posizione reciproca tra i rotori e la direzione di avanzamento e del senso con cui vengono fatti girare i rotori, si possono realizzare le diverse operazioni di fienagione. L05_3_MacchineOperatrici.indd 606 5/31/18 10:14 AM 3 c r a p ti fo d 3 c c n p r ( o s r 3 d g c a s r c ti il in r d c 3 r a c v e c fo u g p m

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna