3.6.24 Fasciatrici semplici di balle cilindriche

ni di e di n di il a il e e e li a ne e a- Si l- e o ra o n a n n o, le o ee / 3 . MACCHINE OPERATRICI L 609 3.6.24 Fasciatrici semplici di balle cilindriche. Trainate o portate, azionate idraulicamente, costituite da un telaio sul quale è montata una piattaforma equipaggiata di due rulli, in genere muniti di cinghie. Un organo a forca con profilo arrotondato provvede a raccogliere la balla dal terreno e a caricarla sulla piattaforma. I rulli fanno ruotare la balla rispetto al suo asse di simmetria principale. Sul telaio è installato anche un avvolgitore del film plastico, che può essere mobile o fisso. Nel primo caso, nello stesso tempo in cui la balla viene fatta ruotare da cinghie e rulli, l avvolgitore ruota tutto attorno alla balla. Nel secondo caso, la piattaforma viene fatta ruotare su di un perno centrale e l avvolgitore rimane fisso. Una volta fasciata, la balla viene scaricata inclinando lateralmente la piattaforma. 3.6.25 Fasciatrici semplici di balle parallelepipede. Trainate, azionate idraulicamente, costituite da un telaio sul quale è montato un sistema di manipolazione delle balle formato da quattro rulli ruotanti. I rulli sono montati in coppia su due bracci mobili. Modificando l interasse tra i due bracci la balla viene afferrata e assume una posizione ottimale per la fasciatura. I quattro rulli provvedono a fare ruotare la balla rispetto al suo asse principale di simmetria, mentre un avvolgitore del film plastico mobile ruota tutto attorno alla balla avvolgendola. Una volta completato il lavoro, la balla viene scaricata allontanando i due bracci. 3.6.26 Rotoimballafasciatrici di balle cilindriche. Fasciatrici costruite sullo stesso telaio di una rotoimballatrice del tipo a rulli. Una volta terminato il confezionamento, il portellone viene aperto e i rulli inferiori continuano a fare girare la balla attorno al suo asse principale. Due avvolgitori installati su una ralla di elevato diametro vengono fatti girare attorno alla balla avvolgendola con il film plastico. Una volta completato il lavoro, la balla viene scaricata posteriormente. 3.6.27 Raccoglitrinciacaricatrici (RTC) semoventi. Semoventi di elevata potenza (fino a 650 kW), a trasmissione idrostatica, costituite da un telaio sul quale sono montati una testata raccoglitrice con pick-up a denti retrattili (in genere sostituibile), un organo alimentatore, un trinciatore e un dispositivo lanciatore. Il pick-up a denti retrattili solleva il foraggio in andana dal suolo e lo accompagna all interno dell apertura di alimentazione della macchina. L alimentatore è formato da rulli controrotanti, di cui il superiore in genere è spostabile sul piano verticale in modo da mantenere costante la compressione sul prodotto entrante. Tradizionalmente azionato attraverso una trasmissione meccanica con cambio (fino a 6 rapporti) in modo da poter facilmente variare la lunghezza di taglio (recentemente anche ad azionamento idraulico), il trinciatore è costituito da un tamburo ruotante (diametro da 450 a 650 mm), su cui sono montati da 6 a 12 coltelli che hanno una velocità periferica dell ordine dei 20-40 m/s. Opposta ai coltelli è fissata sul telaio una barra di acciaio (controcoltello). La frequenza di taglio è dell ordine dei 150 tagli/s. La disposizione dei coltelli sul tamburo segue un profilo elicoidale per stabilizzare la richiesta di potenza. La distanza tra tamburo e controcoltello è regolabile per variare la lunghezza di taglio (che per le foraggere prative deve essere di circa 3 cm e per il silomais può scendere fino a 4-5 mm). Il lanciatore è un tamburo rotante che scarica il trinciato, a mezzo di un apposito canale direzionabile, su di un carro che procede lateralmente rispetto alla macchina trinciatrice. Prima del lanciatore può essere presente un apparato frantumatore delle eventuale granella presente, costituito da due rulli controrotanti, che deve essere disinserito quando si opera su foraggi prativi. L05_3_MacchineOperatrici.indd 609 L 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna