3.7.5 Organi di stoccaggio e scarico

ua o e a ta % o e o). a ti o ) omi e al eia zo a s- a ra al a e o o di a e o MACCHINE OPERATRICI L 613 d aria creato da un apposito ventilatore. Il crivello superiore (che separa la paglia trasportandola verso l uscita posteriore) ha fori, in genere regolabili attraverso una serie di lamelle parallele, con diametro più grande di quello della granella. Il crivello inferiore ha fori di diametro inferiore, ma comunque tale da lasciare cadere la granella su di un piano inclinato sottostante. Tutto quello che arriva alla sua estremità posteriore non viene scaricato a terra, ma recuperato e ribattuto. La granella che cade dal crivello inferiore, invece, viene recuperata da una coclea elevatrice che la invia al serbatoio della granella. Sia il piano preparatore sia i crivelli sono dotati di divisori longitudinali che non permettono al prodotto di accumularsi su di un lato della macchina quando questa opera in condizioni di leggera declività. Si possono avere anche sistemi autolivellanti automatici di diverso tipo e complessità. 3.7.5 Organi di stoccaggio e scarico. Le macchine più produttive possono raccogliere fino 50 m3/h di granella. Per ottenere elevate produttività, le operazioni di scarico del serbatoio debbono essere effettuate poco frequentemente (4-5/h) e quindi lo stesso deve avere un volume elevato (anche .10 m3). Anche le coclee si sono evolute verso modelli di elevata portata (fino a 0,1 m3/s) in modo da contenere i tempi di scarico a 1-2 min. Sempre al fine di ridurre al minimo i tempi accessori di lavoro, il controllo dello sbraccio della coclea, attuato a mezzo di sistemi idraulici, avviene utilizzando comandi di tipo elettrico. 3.7.6 Organi per il trattamento dei sottoprodotti. All uscita degli scuotipaglia è montato sempre più spesso un trinciapaglia. Questo può essere associato a carenature di varia forma costruttiva che provvedono a distribuire uniformemente il sottoprodotto sul terreno. In altri casi, quando la paglia non viene trinciata, possono essere montati dei dispositivi distributori a denti rotanti sul piano orizzontale per facilitare le successive operazioni agronomiche, specie qualora si utilizzino pratiche di lavorazione ridotta del terreno. Nelle testate da mais, al di sotto dei rulli emungitori possono essere installati dei coltelli rotanti che provvedono a sminuzzare finemente lo stocco rimasto ancora attaccato al terreno dopo l emungitura della spiga. Questo evita un successivo intervento con i trinciastocchi. L 3.7.7 Organi caratteristici del telaio semovente. Il motore Diesel a 6-8 cilindri, turbocompresso con intercooler è montato superiormente alla macchina, con albero principale disposto trasversalmente rispetto all avanzamento e ormai è sempre più spesso collegato a una trasmissione idrostatica. Questa permette di sostituire cambio, frizione e variatore di velocità e di concentrare il controllo dell autodislocamento su un unica leva di comando, quella multifunzione posizionata a fianco dell operatore. La maneggevolezza del mezzo è notevolmente incrementata rispetto alle soluzioni a trasmissione meccanica. Per contro i rendimenti sono inferiori. In molti casi è presente un cambio meccanico con 2-4 marce che permettono di variare i limiti delle velocità di utilizzo. Le mietitrebbie in genere sono dotate di pneumatici di tipo agricolo. Per esigenze di distribuzione delle masse, ingombro e manovrabilità, le ruote anteriori sono deputate alla trazione e hanno maggiore dimensione rispetto alle direttrici posteriori. Sempre più spesso si hanno macchine a 4 ruote motrici equipaggiate di pneumatici a bassa pressione. Per aumentare l aderenza su terreni umidi, tipicamente in risaia, possono essere montati dei cingoli in acciaio o in gomma. L05_3_MacchineOperatrici.indd 613 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna