3.7.13 Mietitrebbiatrici assiali da frumento

MACCHINE OPERATRICI L 615 e na oe al e 3.7.13 Mietitrebbiatrici assiali da frumento. Macchina base con battitore assiale che monta una convenzionale testata da frumento. Presenta un elevata larghezza e un volume del corpo macchina principale molto contenuto. Il battitore assiale, infatti, sbriga il lavoro di battitura e separazione senza l impiego degli scuotipaglia convenzionali: ciò consente di ottenere elevate capacità di lavoro per unità di potenza installata e di contenere i volumi della macchina. Tuttavia, la macchina per il modo di lavorare del battitore assiale, tende a sminuzzare la paglia che risulta difficilmente raccoglibile e con valore merceologico basso. di ia. di 3.7.14 Mietitrebbiatrici assiali da mais. La macchina si caratterizza esteriormente per la presenza di una testata a file da mais e per la forma compatta. La forma è dovuta alla mancanza degli scuotipaglia che, sulle macchine convenzionali, occupano molto volume. Il prodotto resta a contatto con il rotore per un tempo superiore a quello richiesto da una mietitrebbiatrice convenzionale e la sgranatura può avvenire in modo più delicato. e a a o. o è ea ra di ti o ti ne o. ee. o n- a ua a di 3.7.15 Mietitrebbiatrici assiali da risone. Macchina che monta una barra tradizionale oppure una testata stripper. Essa presenta un volume del corpo contenuto. Tipicamente, durante la raccolta del riso, la paglia viene tagliata alta e all interno della macchina è inviato un prodotto da lavorare molto ricco in granella. Con il battitore di tipo assiale questo prodotto rimane a contatto con gli organi rotanti per lungo tempo e quindi viene sgranato efficacemente in modo analogo, se non migliore, a quello ottenuto con le mietitrebbiatrici convenzionali. 3.8 Macchine per la raccolta della bietola. La raccolta della bietola si compie in 4 fasi: scollettatura (ed eventuale defogliazione); estirpamento; carico; trasporto. Le macchine si distinguono a seconda che operino a cantieri riuniti o a cantieri separati. Nelle operatrici a cantieri separati, le radici vengono lasciate sul suolo in andana e successivamente raccolte con carri autocaricanti raccoglibietole, mentre nel caso dei cantieri riuniti vengono stoccate a bordo in un cassone e successivamente scaricate in capezzagna. Da qui, vengono riprese successivamente a mezzo di un caricatore di bietole e caricate su camion. L 3.8.1 Defogliatrici scollettatrici. Semiportate da trattore, si impiegano nella raccolta a cantieri separati per svolgere la prima operazione. Generalmente a 6 file, sono costituite da un telaio sul quale è montato un tamburo ruotante azionato dalla p.d.p. Questo è equipaggiato con dei flagelli che asportano l apparato fogliare della bietola. Posteriormente a esso viene montato lo scollettatore: nella quasi totalità dei casi si tratta di un coltello fisso che asporta la parte apicale della bietola. La regolazione dell altezza di taglio avviene utilizzando un tastatore (a rullo o pettine). I sottoprodotti sono depositati sul terreno in andana (qualora si intenda raccoglierli a fini zootecnici) o sparsi sul terreno (per essere interrati). 3.8.2 Estirpatrici andanatrici. Si impiegano nella raccolta a cantieri separati per svolgere la seconda operazione del processo di raccolta. Generalmente a 6 file, sono costituite da un telaio sul quale è montato un numero di coppie di vomerini contrapposti uguale al numero di file. Ogni coppia di vomerini estirpa dal terreno le radici afferrandole sui fianchi e, a mano a mano che la macchina procede, sollevandole verso l alto. Dietro sono montati 2 o più elementi sterratori a griglia rotante (giranti), costruiti in tondino di acciaio e comandati dalla p.d.p. Infine un dispositivo andanatore provvede a depositare le radici raggruppate in file. L05_3_MacchineOperatrici.indd 615 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna