3.8.3 Versioni retroverse

L 616 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... 3.8.3 Versioni retroverse. La soluzione al problema del calpestamento, e del conseguente costipamento con incremento della tara terra raccolta, consiste nel montare gli organi costituenti le due operatrici sopra descritte in un unica macchina e nel portare la stessa anteriormente al trattore o su trattore a guida retroversa migliorando la stabilità, la manovrabilità e la visibilità del cantiere. 3.8.4 Carri autocaricanti. Si tratta di carri trainati da trattore e comandati dalla p.d.p., in genere operanti su una singola andana. Sul telaio, a uno o a due assi, oltre al cassone contenitore delle radici sono montati: un organo raccoglitore-sterratore; un elevatore; un distributore delle radici nel cassone (solo sui modelli di maggiori dimensioni); un nastro per lo scarico del prodotto. L organo fondamentale è quello raccoglitore-sterratore, che è costituito da una serie di giranti sterratrici a coppie controrotanti, realizzate in tondini di ferro. 3.8.5 Raccoglitrici a cantieri riuniti. Si tratta di macchine trainate o, sempre più spesso, semoventi che operano su 1-2-3-6 o più file. Le semoventi a 6 e più file sono quanto di più avanzato offre la tecnologia per la raccolta delle bietole. In esse, su di un telaio motorizzato con trasmissione idrostatica di serie e motore che può raggiungere anche i 400 kW, sono installate tutte le funzioni relative alla raccolta, defogliazione, carico in cassone (bunker). La testata raccoglitrice, compresa la sezione escavatrice, viene portata in posizione anteriore in modo da evitare che il calpestamento del terreno influenzi la raccolta. La sezione di sterro, oltre alle consuete giranti ruotanti a velocità regolabile idraulicamente, può presentare dispositivi a rulli (in numero variabile, con velocità di rotazione comandata dal circuito idraulico) che, allo scopo di aumentare la capacità pulitrice della macchina, sostituiscono i classici elevatori a tazze. In alcuni casi (macchine derivate dalla tecnologia di raccolta della patata) questi rulli sostituiscono completamente le giranti. Nei modelli di maggiori dimensioni, il cassone consente di caricare anche più di 20 t di bietole per carico (30 m3). Il compattamento del terreno è evitato utilizzando: pneumatici a bassa pressione o semicingoli; sistemi che consentono di disassare l asse anteriore da quello posteriore in modo che gli pneumatici posteriori non passino sulla stessa traccia lasciata dagli anteriori; sistemi che consentono di spostare lateralmente la testata in modo che il successivo passaggio degli pneumatici non avvenga in prossimità delle file non raccolte. Sono disponibili automazioni varie dei controlli degli organi di lavoro e la guida automatica basata su tastatori di fila. 3.9 Macchine per la raccolta della patata. La raccolta delle patate, tipicamente seminate a file distanti 75 cm e successivamente rincalzate a costituire le porche, può avvenire: con agevolatrici scavapatate; con raccoglitrici complete con cernita a bordo; con raccoglitrici integrali senza cernita a bordo. La parte vegetativa può creare ingolfamenti e va quindi eliminata: meccanicamente (con una specie di trinciastocchi, che scarica la parte aerea nei solchi fra le porche); chimicamente (disseccanti). Le macchine più semplici possono essere impiegate, con leggere modifiche, anche per la raccolta delle colture a bulbo (cipolle, aglio, ecc.). L05_3_MacchineOperatrici.indd 616 5/31/18 10:14 AM 3 ta c d v g u d tr tu r s r u a n p 3 d c r a p e a 3 s d c to g d p c 3 d

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna