3.9.1 Agevolatrici scavapatate

eli e i- ., e e; n ae ù o n e e, e, ein a si o di è oedi ci e e ò ei e MACCHINE OPERATRICI L 617 3.9.1 Agevolatrici scavapatate. Macchine accoppiate a trattore portate o semiportate, azionate o meno dalla p.d.p. Si distinguono agevolatrici scavapatate semplici e complesse. Le prime sono macchine agevolatrici monofila (la larghezza di lavoro varia da 50 a 80 cm). Esse sono costituite da un semplice telaio provvisto di uno, due o tre vomeri a vanga, oppure un vomere unico che scava la porca. Le patate scavate vengono fatte passare su di un semplice apparato di separazione della terra che effettua un operazione molto grossolana. Questo è costruito semplicemente da tondini di ferro disposti in linea con la direzione d avanzamento o da catene con tondini di ferro posti trasversalmente alla direzione di avanzamento. Le scavatrici complesse sono bifila (larghezza di lavoro varia da 140 a 180 cm), costituite da un pick-up e da una serie di nastri sterratori. Due sono le tipologie di pick-up raccoglitore che possono essere presenti. Il primo, più semplice, è costituito da una sola serie di vomeri a vanga, posizionati l uno accanto all altro, la cui profondità di lavoro non è regolata in continuo. Il secondo presenta due sezioni, ognuna equipaggiata di un tastatore a tamburo che regola la profondità di scavo, costituite da due o tre vomeri a vanga portati posteriormente al tamburo stesso. Dietro al pick-up si hanno uno o due nastri separatori vibranti che separano la terra dai tuberi e lasciano posteriormente le patate grossolanamente pulite in andana sul terreno. 3.9.2 Scavapatate complete con cernita a bordo. Trainate da trattore, azionate dalla p.d.p. o semoventi. Lavorano su 1-2 o 3 file e sono costituite da un pick-up di raccolta (2-3 vomeri per fila, un rullo tastatore per la regolazione della profondità di lavoro, due dischi laterali per il taglio del verde e/o delle impurità vegetali presenti). Dietro al pick-up sono montati degli apparati sterratori e di separazione del verde (quando presente), di complessità variabile a seconda delle condizioni di raccolta del prodotto e della ditta costruttrice. Dopo di questi si ha un pianale di cernita (con operatori da 4 a 6) e un trasportatore finale al cassone di raccolta o un carro laterale. 3.9.3 Scavapatate complete senza cernita a bordo. Macchine a cantieri riuniti semoventi a 4-6 file. Dietro al pick-up di raccolta sono montati degli apparati sterratori di complessità variabile a seconda delle condizioni di raccolta del prodotto e della ditta costruttrice. Nelle versioni più diffuse si hanno: un primo nastro di sterro vibrante a tondini trasversali (in alcuni casi ricoperti di materiale plastico per diminuire il danneggiamento del prodotto), un nastro elevatore, un organo defogliatore a denti, un sistema di ricci rotanti a guisa di pulizia finale dalla terra, un trasportatore finale che invia il prodotto al cassone di raccolta o direttamente su carro laterale. Necessita di ulteriore cernita effettuata in impianti centralizzati aziendali. L 3.10 Macchine per la raccolta del pomodoro. Le cultivar di pomodoro da industria adatte alla raccolta meccanica devono: avere maturazione (pressoché) contemporanea di tutte le bacche; avere portamento eretto (perché i frutti non si sporchino di terra) e sviluppo contenuto (per non ingolfare le macchine); avere frutti resistenti agli urti e alla sovramaturazione (conservando colore, consistenza, ecc.); avere bacche di facile distacco. L05_3_MacchineOperatrici.indd 617 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna