3.12.2 Vendemmiatrici a scuotimento verticale per vigneti a

me e cuco; e. a ra e e a. o uo rni è o a em e a e nao e ui u à mi nei o e zo MACCHINE OPERATRICI L 623 Qualsiasi sia il sistema di intercettazione, il prodotto perviene tipicamente a un serbatoio stagno realizzato in acciaio che può avere una capacità anche di 3 m3. Questo è completo di coclee per meglio distribuire il prodotto al suo interno. Ribaltandosi o aprendosi dal basso il serbatoio scarica il prodotto su appositi carri, anch essi stagni. Nel caso di macchine semoventi, sempre più spesso la motrice, con potenza dai 90 ai 120 kW, può essere separata dall operatrice andando a costituire un vero e proprio telaio porta-attrezzi, accoppiabile a macchine per: la lavorazione del terreno; i trattamenti (eventuali diserbi e applicazione di pesticidi); la potatura invernale; la legatura; la spollonatura; la potatura verde. In questo modo le ore di lavoro annue vengono incrementate e la macchina può essere ammortizzata nel periodo di obsolescenza tecnica. 3.12.2 Vendemmiatrici a scuotimento verticale per vigneti a cortina doppia (GDC) o semplice. Agiscono: se di tipo portato o trainato da trattore, su una sola cortina operando, quindi, su un solo lato del vigneto; se semoventi scavallatrici, su entrambe le cortine contemporaneamente. L organo scuotitore non agisce direttamente sul prodotto, ma sul filo d acciaio che porta il cordone permanente, ed è costituito da una testata equipaggiata di un aspo a forma di stella che è libero di ruotare sul suo asse per evitare ostacoli e impuntamenti. L intera testata vibra verticalmente (frequenza max 12 Hz) e imprime al filo e, di conseguenza ai grappoli, un energia sufficiente a far sì che si verifichi il distacco degli acini. Questo si verifica con un anticipo di circa 50 cm rispetto al passaggio della testata. Il dispositivo vibrante è poi contenuto in un telaio a forma di tunnel dove sono presenti organi di intercettazione, trasporto e pulizia analoghi a quelli delle vendemmiatrici a scuotimento orizzontale. Rispetto a queste, a parità di condizioni varietali e di lavoro, la velocità di lavoro è più bassa, mentre le perdite risultano inferiori del 30-50%. Per le semoventi è prevista la possibilità di sostituire la testata raccoglitrice con moduli di operatici adatti a eseguire le altre operazioni necessarie in vigneto. 3.12.3 Vendemmiatrici con vibratori a pettine o aspi per tendone. Macchine semoventi costituite da una tramoggia, che funge da organo intercettatore, al di sopra della quale è posizionato l organo raccoglitore. Questo è formato da una serie di barrette, o aste, o diti di plastica conformati ad aspo o a pettine, che scuotono verticalmente e orizzontalmente la pianta imprimendo un moto oscillatorio ai grappoli e provocando il distacco degli acini. Tutto l organo raccoglitore è poi in grado di alzarsi e abbassarsi in modo da evitare i fili di sostegno del vigneto. Anche se quest ultimo è correttamente preparato concentrando la produzione sulla fascia centrale, distante dai pali di sostegno le velocità di lavoro sono comunque limitate rispetto a quelle degli altri sistemi e dell ordine di 0,5-1 km/h, mentre le perdite sono intermedie. L 3.12.4 Carri raccolta-frutta. Trainati o semoventi, eventulamente ad azionamento elettrico, a 2 o 4 ruote motrici, anche tutte sterzanti. A seconda della tipologia di allevamento, a palmetta o a vaso, delle dimensioni interfilari e della giacitura del terreno, cambiano le dimensioni e le dotazioni in termini di possibilità di autolivellamento. Negli impianti più bassi e a forma più contenuta vengono impiegati i modelli a piattaforme laterali mobili. Sul carro, impiegato anche durante le operazioni di potatura, possono essere portati fino a 8-10 operatori che provvedono a staccare i frutti e a riporli in sacche o cassette poi scaricate nei contenitori pallettizzati. In molti casi i bins vengono L05_3_MacchineOperatrici.indd 623 5/31/18 10:14 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna