3.13.1 Descrizione delle macchine

L 626 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... I fattori da considerare nella scelta delle tipologie di rimorchio da adottare sono i seguenti: 1. tipologia di materiale da trasportare (in particolare valutare la massa volumica); 2. condizione pedoclimatica dell areale; 3. stima del tipo e dell entità del tragitto annuale da percorrere; 4. tipologia di trattrici disponibili; 5. tipologia di macchine raccoglitrici adottate; 6. disponibilità economiche da parte dell azienda; 7. rispondenza alle norme del codice stradale. 3.13.1 Descrizione delle macchine. Ogni carro, indipendentemente dal tipo di trazione, consta di un telaio portante che appoggia su uno, due o tre assali trasversali equipaggiati di ruote dotate di pneumatici. Quando il carro ha più di un assale, quello anteriore può ruotare in un piano orizzontale attorno a un perno centrale (ralla) per permettere la sterzatura. Superiormente il telaio porta invece il pianale o il cassone di carico, munito di sponde verticali più o meno alte. Tale cassone ormai è quasi sempre realizzato in lamiera di acciaio stampato con apposite nervature di rinforzo. Sono diversificati i sistemi di scarico che costituiscono, comunque, un complemento indispensabile per consentire un efficiente organizzazione del lavoro. I metodi più comuni sono i seguenti. Ribaltamento, posteriore o laterale, del pianale di cui contemporaneamente viene aperta, sfilata o ribaltata la sponda corrispondente. Il ribaltamento è ottenuto meccanicamente o mediante martinetti idraulici. Nei rimorchi trainati a 2 o più assi, il ribaltamento, con opportuna disposizione delle cerniere del pianale, può effettuarsi su entrambi i lati; in quelli mono-asse si ha anche la possibilità di ribaltamento su tre lati. Inclinazione del pianale, normalmente bloccato al timone, per spostamento del carico verso la parte posteriore; tale soluzione è usata nei modelli a piattaforma per il trasporto di macchine. In taluni carri fra telaio e assali sono montate le sospensioni, particolarmente indicate per l impiego su strada. Anteriormente il telaio è collegato con dispositivi di accoppiamento al trattore, terminanti con un occhione da inserire nell apposito gancio di traino. Essi presentano alcune caratteristiche particolari a seconda che si tratti di rimorchio mono- o a più assi. A seconda delle particolari funzioni espletate, sono differenti le forme del pianale di carico che possono essere adottate. Si distinguono: carri a piattaforma semplice, per il trasporto di macchine o prodotti in contenitori; carri a cassone con sponde ribaltabili o sfilabili a un asse, con sponde, più o meno alte, ribaltabili o sfilabili per il trasporto di materiali sfusi e, comunque, di impiego universale; carri con tetto superiore coperto, in cui la copertura parziale è realizzata in rete metallica o in grigliato (talvolta ricoperta da un telone), per il trasporto di materiali trinciati da utilizzare in accoppiamento con macchine, di tipo trincia-caricatore, per la raccolta del mais o di altri cereali foraggeri; carri con contenitore a tramoggia, per il trasporto di materiali polverulenti o granulari (mangimi, fertilizzanti minerali, ecc.); carri per il trasporto di materiali liquidi, a contenitore cilindrico, per prodotti fluidi, fertilizzanti liquidi, ecc. carri per trasporto di uva, in acciaio inox. L05_3_MacchineOperatrici.indd 626 5/31/18 10:14 AM 3 n c c c ta P s r e e ti g d d in t c a 3 r d s s im c le e a b c tr e te s fa s m d p p E e

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna