4.1 Sistemi di trasporto

L 640 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... Oltre alla densità, parametro essenziale per stabilire le dimensioni dei magazzini, per questi materiali è importante conoscere le caratteristiche di conservazione in magazzino e il comportamento che essi tengono durante il trasporto. In linea generale alimenti con elevato attrito interno tendono a costiparsi sia durante lo stoccaggio sia durante il trasporto, il che rende difficile la loro estrazione dai serbatoi di accumulo e la loro successiva manipolazione. Più in particolare le granaglie, se conservate al limite previsto di umidità, mostrano buone caratteristiche di traspor- FIG. 5.28 Silos adatto allo stoccaggio di alimenti fioccati, pellettati o di altro tipo. tabilità. Dispositivi di accumulo Si nota la base tronco-conica. e trasporto con pareti inclinate di 45° si svuotano facilmente (Fig. 5.28). Tuttavia, la presenza di impurità e un contenuto elevato di umidità possono creare più difficoltà. Sfarinati, miscele di mangimi sfuse o pellettate, invece, presentano maggiori problemi di manipolazione. In questi casi, per assicurarsi il completo svuotamento dei contenitori è opportuno che almeno una parete degli stessi presenti un inclinazione non inferiore a 60°. I maggiori problemi si hanno, infine, manipolando farine di pesce oppure granaglie schiacciate o fioccate. Per queste può essere opportuno adottare superfici a basso attrito e specifici trasportatori. In ogni caso, la soluzione più sicura nel caso di alimenti con alto coefficiente di attrito interno è quella di installare nei contenitori di stoccaggio vibratori ad azionamento elettrico, che possono entrare automaticamente in funzione quando il flusso di prodotto si interrompe. Riguardo alle quantità in gioco, in generale si ha che più elevate esse sono, più risulta opportuno aumentare la produttività del lavoro e, quindi, impiegare attrezzature in grado di movimentare in una sola volta grosse masse unitarie. In queste situazioni è necessario utilizzare macchine e impianti con elevato grado di automazione o completamente informatizzati che, oltre a incrementare la produttività, forniscono al personale direttivo informazioni utili a una efficiente conduzione aziendale. Riguardo al rispetto della qualità delle produzioni, le attrezzature impiegate devono evitare che i diversi materiali siano contaminati da inquinanti o parassiti. 4.1 Sistemi di trasporto. I sistemi di trasporto (Fig. 5.27) possono essere utilizzati sia in fase di scarico da magazzino, per alimentare le attrezzature e gli impianti di preparazione, sia a partire da questi ultimi per arrivare alla distribuzione in mangiatoia. In alcuni casi, per esempio i sistemi di alimentazione unifeed per i bovini, si hanno attrezzature a cantieri riuniti in cui trasporto, preparazione e distribuzione sono effettuati dalla stessa macchina. In altri casi, sono i medesimi elementi dei sistemi di trasporto di tipo fisso (a nastro, a tappeto, a coclea) che vanno a costituire le mangiatoie per gli animali. In termini generali L05_4_MacchineImpianti.indd 640 5/31/18 10:17 AM i m m g p z li r m c r s la r p m il a to s 4 in c p tr fo tr m tr c m

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna