4.2.4 Trasportatori a tazze (norie)

L 644 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... lineare sono dell ordine dei 20-30 m. Le distanze di trasporto sono influenzate dall inclinazione con cui queste attrezzature vengono installate. La capacità di lavoro, infatti, diminuisce con l aumentare dell inclinazione: passando dalle condizioni orizzontali a quelle verticali si riduce a circa 1/3. Per il trasporto di prodotti granulari uniformi i risultati migliori si ottengono con diametri pari a 20-30 volte quelli medi dei grani. Le potenze assorbite sono dell ordine dei 40-240 W/m, a seconda dei diametri e delle inclinazioni. Le coclee sono attrezzature robuste, di facile manutenzione, relativamente economiche, anche se facilmente soggette a ingolfamenti, e rumorose. 4.2.4 Trasportatori a tazze (norie). Sono trasportatori adatti al sollevamento verticale di materiali sciolti. Consistono in un nastro continuo (o catene, o funi) ruotante su due rulli, posti sul piano verticale di trasporto, di cui il superiore generalmente motore. A intervalli regolari sul nastro mobile sono montati dei recipienti metallici, o in gomma, di forma variabile a seconda del materiale e della capacità di trasporto. Sono presenti in molti modelli tendicinghia automatici e sistemi di controllo del corretto funzionamento. Le tazze si riempiono direttamente nella tramoggia inferiore di carico e scaricano il prodotto nella parte superiore, in corrispondenza del punto di inversione della direzione, sfruttando in ciò la forza centrifuga. I tipi a nastro hanno velocità di carico superiore a quelli a catene (1,2 contro 0,4 m/s). La scelta di queste attrezzature è raccomandabile nel caso di mangimi delicati (fiocchi, pellet, ecc.). 4.2.5 Trasportatori a spirale flessibile. Sono trasportatori che consentono di effettuare percorsi con traccia complessa, grazie alla connessione di più elementi montati in serie in modo che ognuno di essi formi un certo angolo rispetto a quelli adiacenti. Nelle versioni di minor diametro sono di comune impiego all interno delle stalle per trasportare gli alimenti, quando debbono essere coperti, alle mangiatoie. In esse la spirale convenzionale a centro chiuso è sostituita da un elemento a centro aperto, in acciaio, in tutto simile a una molla. Inoltre, la camicia esterna di lamiera viene sostituita, parzialmente o totalmente, da elementi flessibili, in genere di materiale plastico. Nel caso di mangiatoie per avicoli, il tubo entro il quale ruota la spira è aperto superiormente e inserito in una canaletta. Il moto alla spirale è fornito attraverso motori elettrici accoppiati ad appositi riduttori. Le distanze superabili con un singolo elemento possono essere anche superiori a 100 m, mentre curvature di 90° possono essere realizzate su tratte di lunghezza pari a circa 3 m. 4.2.6 Trasportatori a fune e dischi. Sono sistemi fissi per il trasporto meccanico di mangimi sfusi costituiti da una serie di dischi in materiale plastico tra loro collegati attraverso un tirante flessibile (catena o corda). I dischi vengono fatti scorrere all interno di un tubo con diametro interno (35-60 mm) leggermente superiore a quello dei dischi. Le versioni inserite in una canaletta aperta superiormente sono impiegate come mangiatoie per avicoli. Il moto del sistema è assicurato da ruote di traino equipaggiate con forche di forma particolare che si aggrappano ai dischi e provvedono a trascinarli. Altri componenti di forma particolare vengono impiegati per le curve che possono essere realizzate solo per angoli tipicamente 90°-135°-180°. Contrariamente a tutti gli altri trasportatori finora descritti, con questo genere di attrezzature è giocoforza realizzare sistemi di distribuzione chiusi ad anello. Le lunghezze superabili sono dell ordine di alcune centinaia di metri. La velocità di scorrimento dei dischi all interno dei tubi è di circa 0,5 m/s. Basse le potenze installate, dell ordine di 1-2 kW. La capacità di lavoro è variabile tra 450 e 2.000 kg/h a seconda L05_4_MacchineImpianti.indd 644 5/31/18 10:17 AM d s 4 e d a r r tu s e tr c 4 r im 1 2 3 r s d lu r n e e lu e in m e

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna