4.5 Mangimifici aziendali

na o e ze e à le r di di a e di oni a e, an a a ii- e aa, o- i; i o MACCHINE E IMPIANTI PER L ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA L 647 dispositivi continui. Per quanto riguarda, invece, le misure gravimetriche in continuo, le numerose soluzioni disponibili si basano tutte sul medesimo principio di funzionamento che prevede: la ripartizione della massa da pesare in piccole quantità; la misura di ognuna di esse e la successiva integrazione dei valori trovati per restituire il dato della misura complessiva (Fig. 5.31). 4.5 Mangimifici aziendali. Per gli alleva- FIG. 5.31 Frantumatore equipaggiato superior mente di menti di animali da latte e di animali all ingrasso tramoggia con sistema di pesatura meccanico (A,cella di carico; (suini, polli, ecc.), i mangimi costituiscono dal B, attacco a pendolo; C, prima coclea; D, tramoggia sospesa). 35 all 80% del costo di produzione, rispettivamente. evidente, quindi, l interesse di produrre i mangimi stessi a livello aziendale, anche se i benefici ottenibili sono molto legati alle condizioni contingenti delle singole aziende. Tre sono i fattori che determinano la fattibilità di un mangimificio: 1. la presenza di sistemi integrati verticalmente lungo la filiera produttiva che partono dall azienda di produzione del materiale genetico e, attraverso l azienda agricola, arrivano fino all azienda di distribuzione: ciò consente, per esempio nel settore avicolo, di ottenere coefficienti di conversione elevati; 2. la possibilità di acquistare sui mercati le materie prime ad un prezzo concorrenziale (comunque è bene che l allevatore sia produttore in proprio di una buona parte dei componenti di base); 3. gli elevati investimenti iniziali che richiedono lunghi piani di ammortamento. A fronte dei problemi brevemente delineati, i vantaggi derivanti da un autonoma produzione aziendale dei mangimi sono essenzialmente di due ordini: qualitativo: relativo alla sicurezza del tipo di componenti di base impiegati e alla loro integrità e freschezza; economico: il mangime preparato in casa non ha costi di confezionamento, commercializzazione e profitto (circa il 20% del prezzo del prodotto finito industriale). Le valutazioni tecniche che si devono effettuare ancora prima di decidere quale tipologia di attrezzature sia possibile acquistare, sono relative ai seguenti criteri: la forma di possesso degli impianti; la taglia minima di impianto per l adozione delle diverse soluzioni impiantistiche; i riflessi sull organizzazione aziendale; la tipologia di edifici già disponibili in azienda o da realizzare. L 4.5.1 Tipologie impiantistiche. Gli impianti per i mangimifici possono essere mobili o fissi e questi ultimi a loro volta sono continui e discontinui. Soluzioni mobili. Nella loro versione più semplice prevedono la presenza di un molino a martelli e di un miscelatore verticale, azionati entrambi dalla p.d.p. di un trattore e montati su un apposito telaio carrellato. La miscelazione è in genere effettuata durante il trasporto dal magazzino alla stalla e ciò diminuisce i tempi di lavoro. Il volume del miscelatore deve comunque essere tale da consentire di utilizzare questa attrezzatura, L05_4_MacchineImpianti.indd 647 5/31/18 10:17 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna