4.5.2 Attrezzature

L 648 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... associata a una coclea scaricatrice, per la distribuzione diretta in mangiatoia in un numero di volte limitato e compatibile con le altre fasi dell organizzazione del lavoro di stalla. Oltre alla riduzione dei tempi, un ulteriore vantaggio di questo tipo di soluzioni sta nella mancanza di necessità di edifici dove installare le attrezzature che possono essere ricoverate nel convenzionale magazzino macchine. Da ultimo, grazie all azionamento tramite p.d.p. del trattore, non esiste la necessità di allacciamento alla linea elettrica. Un altro tipo di impianto che può essere realizzato anche in versione mobile è rappresentato dalle fioccatrici. Soluzioni fisse. Possono essere progettate per funzionare in modo continuo o discontinuo. Per soluzioni con una produzione inferiore a 600 t/anno, gli impianti discontinui sono sicuramente i più adatti, mentre al di sopra delle 1.200-1.500 t/anno gli impianti continui mostrano i maggiori benefici. Questi ultimi sono caratterizzati dalla presenza di dosatori proporzionali che permettono di alimentare in parallelo le macchine per il trattamento principale (tipicamente un molino) con le giuste proporzioni dei diversi componenti. Una delle loro principali caratteristiche sta nel poter essere completamente automatizzati. Il mangime in uscita dall impianto è pronto per l uso e può essere dispensato direttamente in mangiatoia, insaccato o inviato a uno stoccaggio. In tal modo la richiesta di manodopera è ridotta al minimo. Negli impianti discontinui i diversi componenti la dieta sono alimentati in fasi successive alle diverse attrezzature. La quantificazione dei componenti avviene a monte o a valle dell attrezzatura principale dell impianto. 4.5.2 Attrezzature. Una volta scelta la tipologia d impianto, per effettuare le diverse fasi del processo si hanno varie attrezzature in grado di adempiere alle funzioni di: frantumazione della granella; miscelazione; pellettatura (opzionale). A queste vanno aggiunte quelle per l esecuzione delle operazioni ancillari quali i trasporti, la pesatura, il confezionamento e lo stoccaggio, più o meno presenti a seconda delle esigenze specifiche. Tra le macchine per la frantumazione si annoverano i diversi tipi di molini, schiacciatrici meccaniche, fioccatrici, trinciaforaggi, frangipannelli e sgranatrici di spighe. Molini. I più diffusi sono i molini a martello, altrimenti detti molini frangitutto, in quanto in grado di frantumare foraggi, paglie o granaglie, mentre sono poco diffusi quelli a dischi. In essi il materiale viene immesso in una tramoggia di forma diversa a seconda del prodotto da trattare, munita o meno di un alimentatore meccanico. Il prodotto passa quindi a un organo polverizzatore costituito da un albero rotante sul quale è incernierata una serie di martelli di acciaio. L albero ruota a una velocità di 3.000-6.000 giri/min (1.400-1.700 giri/min in quelli cosiddetti a bassa energia ) all interno di una griglia la cui maglia determina assieme al regime di giri, al numero e al tipo di martelli il grado di polverizzazione del prodotto in uscita. Generalmente l asse di rotazione dell albero è orizzontale, anche se esistono modelli con altri gradi di inclinazione. La farina prodotta viene poi rimossa nei modi seguenti: nei modelli di minore dimensione, semplicemente per caduta in contenitori dai quali può successivamente essere evacuata a mezzo di coclee; in quelli di maggiore dimensione, in modo pneumatico. Da un punto di vista costruttivo, i molini a martello sono completati dagli organi di regolazione dell alimentazione del prodotto, in genere costituiti da limitatori della luce L05_4_MacchineImpianti.indd 648 5/31/18 10:17 AM d o S u g n q c g ( tr c n s e d s F m z c d k q T la a c to il s p c tr tr

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna