SEZIONE L

a. i- li e. e e a o ré o di o, o di e u- el o a a ra a di e e mn e e na o mi e. MACCHINE E IMPIANTI PER L ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA L 651 Lo scarico avviene in testa al piano inclinato. La successiva movimentazione può prevedere due linee per l insaccamento e/o per il trasporto a sili di stoccaggio. TAB. 5.46 Vantaggi e svantaggi dei vari sistemi di miscelazione Miscelazione Vantaggi Svantaggi Continua Richiede poca manodopera Poca flessibilità Non elevata accuratezza Discontinua Verticale Non richiede molto spazio Non è possibile addizionare alimenti liqui Consumi energetici contenuti pari a 1 di o fragili (schiacciati o fioccati) kWh/t di prodotto Non adatti alla preparazione di miscele Costi contenuti complesse e critiche (svezzamento suinetti) Orizzontale Buona qualità di lavoro Ciclo di lavoro rapido Possibilità di utilizzare elementi liquidi A catena Buona qualità di lavoro, con mancanza di Elevata richiesta di energia, pari a circa rotture e buona miscelazione 3 kWh/t Azione delicata e quindi possibilità di uti- I nvestimenti elevati lizzare alimenti fioccati o schiacciati Elevata velocità di miscelazione. Il ciclo completo può essere completato in 5-10 minuti Possibilità di aggiungere alimenti liquidi Elevata richiesta di spazio Impossibilità di posizionare la tramoggia di carico sotto il livello del terreno Sistemi di sollevamento meccanico aggiuntivi al sistema principale; consumi energetici abbastanza elevati, 2 kWh/t di prodotto E levati costi di investimento e gestione Pellettatrici. Si tratta di macchine che vengono utilizzate per confezionare il prodotto L precedentemente sfarinato in piccoli cilindretti quali pellet o cubetti. Da un punto di vista costruttivo, l organo di lavoro che caratterizza le pellettatrici è essenzialmente costituito da una ghiera in fusione di acciaio speciale sulla quale sono ricavati dei fori. Il mangime viene dosato all interno della ghiera che ruota con una velocità dell ordine dei 150 giri/min. Una serie di rulli fissi provvede a comprimere la farina contro le pareti della ghiera e così ad estruderla attraverso i fori. Il sistema è completato da un dispositivo di taglio dell estruso che gli fa assumere il caratteristico aspetto definitivo. I consumi energetici non sono indifferenti variando tra 15 e 50 kWh/t per pellet, con diametro pari a 11 e 2,5 mm rispettivamente. Impianti completi. Sono soluzioni che comprendono le attrezzature descritte precedentemente, combinate in diverse modalità fra loro. La soluzione più diffusa prevede l adozione di una schiacciatrice associata a un miscelatore a catene senza fine, con misurazione di tipo volumetrico o gravimetrico delle quantità in gioco. Si tratta di un impianto adatto per aziende di bovini da latte di piccole dimensioni, in cui la schiacciatrice è generalmente montata al di sopra del miscelatore. La produttività del lavoro ottenibile con queste attrezzature, nelle loro versioni senza particolare tipo di automazione, si situa attorno alle 0,5-75 h/t. Per rispondere alle L05_4_MacchineImpianti.indd 651 5/31/18 10:17 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna