SEZIONE L

i- e odi n- e di e na a a. a ù se n ua el ti o ue. ri odi MACCHINE E IMPIANTI PER L ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA L 661 La coclea (il cui moto è fornito nel caso rappresentato dal circuito pneumatico dell impianto di mungitura o, più comunemente, da un motore elettrico) compie a ogni impulso ricevuto dal sistema di controllo un prestabilito numero di rivoluzioni. In tal modo, mediante taratura è possibile risalire alla quantità unitaria dispensata per ogni impulso. In altri casi con controllo computerizzato, il controllo della quantità viene effettuato in base al tempo di funzionamento e, quindi, il dosaggio non è realizzato in base a quantità discrete, ma in modo continuo. Come accennato, esistono numerosi altri principi di funzionamento per i dosatori volumetrici: a pale, a celle ruotanti, a pistone, ma la loro precisione è sempre determinata da una buona e frequente taratura. distributori con misuratori gravimetrici. Si tratta di soluzioni intrinsecamente più precise rispetto ai distributori volumetrici. Il funzionamento di questi dispositivi è determinato dall alimento, contenuto in una tramoggia posta in posizione superiore allo strumento vero e proprio: l alimento viene prelevato tramite una coclea attraverso un apertura regolabile e lasciato cadere in una bilancia a scompartimenti rotanti. Quando ogni singolo scompartimento è riempito con un appropriata quantità di alimento, vince la forza determinata da un contrappeso agente su una leva di bilanciamento e provoca la rotazione del sistema. In tal modo lo scompartimento è svuotato e un contatore viene implementato di una unità. Il mangime caduto finisce in una mangiatoia e lo strumento riprende la posizione iniziale, pronto a pesare un ulteriore unità. I sistemi di controllo della distribuzione individuale possono essere distinti sulla base del livello d intervento: manuale; semiautomatico; automatico. Il controllo manuale è il più semplice: il mungitore riconosce l animale e fissa, consultando un apposita lista, la quantità che gli deve essere assegnata. Il controllo semiautomatico prevede invece la presenza di un elaboratore centrale. In questo caso il mungitore deve riconoscere la bovina e digitare, sul pannello montato sullo stallo nella quale essa si presenta, il corrispondente codice di identificazione. Sulla base dei dati in memoria, l elaboratore provvede ad assegnare alle bovine la dose di alimento che spetta loro e a comandare in base a ciò gli attuattori presenti nel distributore asservito allo stallo. Nei sistemi con controllo automatico, infine, la bovina viene riconosciuta attraverso il trasponder che porta al collo o all orecchio, che è in grado di trasmettere il codice della bovina. Questo tipo di sistema prevede una gestione integrata della mandria che parte dalla misurazione automatica della quantità di latte prodotta da ogni singola bovina fino alla determinazione, in base alla curva di lattazione prevista, delle razioni più adatte per la stessa. Un caso particolare è quello dei sistemi automatizzati di mungitura (AMS). Qui si ha sempre la presenza nello stallo di una stazione di alimentazione automatizzata con riconoscimento elettronico dell animale, in tutto analoga a quella che verrà descritta nel prossimo paragrafo. Scopo principale è quello di incentivare le bovine a recarsi alla stazione di self-milking. Distribuzione all esterno della sala di mungitura. Questo tipo di modalità di distribuzione permette di ottenere una maggiore flessibilità operativa rispetto all alimentazione in sala di mungitura, in quanto può impiegare anche alimenti di vario tipo: per esempio non pellettati, o sotto forma liquida, e in quantità elevate superiori a 6 kg/ giorno, che rappresenta il limite per l alimentazione in sala. Esistono diversi sistemi. L unifeed, per esempio, è una pratica con la quale i concentrati sono miscelati con i foraggi grossolani e somministrati direttamente in corsia impiegando metodiche e macchine che saranno descritte di seguito a proposto della distribuzione dei foraggi grossolani. L unifeed, associato alla suddivisione in gruppi, elimina L05_4_MacchineImpianti.indd 661 L 5/31/18 10:17 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna